Un’alternativa alla gentrification: “Recuperiamo Alexis” – Il progetto, i costi e la realizzazione

11Nel quadrante sud della città di Roma (Ostiense, San Paolo, Marconi) le trasformazioni urbane avvenute negli ultimi venti anni – conseguenze diretta dei processi di finanziarizzazione delle città e dello “sfruttamento intensivo” della rendita immobiliare – hanno avuto un impatto enorme in termini di aumento dei valori immobiliari delle aree, degli affitti e delle caseQuesto ha comportato, in pratica, l’espulsione forzata di migliaia di persone. 

La “gentrification” ha mutato il volto di Roma e di tantissime città nel mondo e continuerà inesorabilmente a farlo se non troverà forme di resistenza e nello stesso tempo proposte progettuali in grado di costruire prototipi, alternative collettive riproducibili.

Vi presentiamo di seguito il progetto Recuperiamo Alexis” realizzato insieme agli architetti Antonello Sotgia e Rossella Marchini. Il documento rappresenta il risultato di un percorso di cooperazione sociale e partecipazione territoriale costruito in 4 anni di vita di Alexis. “Recuperiamo Alexis” è un progetto aperto sviluppato in sinergia con il percorso cittadino della rete Decide Roma che pretende di rompere la falsa dicotomia tra pubblico e privato restituendo centralità al tema dell’uso comune del patrimonio e delle risorse pubbliche, affermando il ribaltamento della verticalità dei processi di governo attraverso la sperimentazione di forme di partecipazione autentica, di decisionalità nei territori e di mutualismo in grado di costruire l’unica alternativa credibile e possibile.

10L’ipotesi di ristrutturazione dell’edificio prevede la realizzazione di un sistema residenziale di 550 metri quadri (10 appartamenti), integrato da uno spazio di servizio destinato ad attività sociali di 250 metri quadri.

I prospetti mostrano quanto il recupero – o autorecupero – del patrimonio immobiliare pubblico sottratto alla speculazione sia possibile, e quanto lo sia anche un’idea differente di città, di abitare e di partecipazione alla vita del territorio. Sono passati circa venti anni da quando nel 1998 la Regione Lazio ha approvato la legge n. 55 su “Autorecupero del patrimonio immobiliare”, una conquista importante per i movimenti e le associazioni che promuovono topografie differenti contro la depredazione dei territori. Ormai sono diversi i progetti conclusi in cui decine di famiglie e single sperimentano nuove forme di abitare, altri cantieri di autorecupero devono ancora essere terminati a causa di ritardi ed inadempienze degli enti locali.

Siamo convinti e convinte che l’edilizia residenziale pubblica andrebbe finanziata a livello nazionale con ben altre risorse e che recupero e autorecupero non possono esser l’unica risposta all’emergenza e alla precarietà abitativa, condividiamo però la riflessione di Sotgia e Marchini nell’intervista Autorecupero e diritto alla città: “Progetti come Alexis rappresentano la possibilità d’intervenire in modo diffuso nel tessuto della città, ovunque ci sia uno spazio abbandonato e che risponda a regole fissate preliminarmente dalla comunità. Questo permetterà il superamento di quel modello abitativo “ghettizzante” che ha segnato l’ultima stagione romana dei quartieri d’edilizia pubblica”.

Viviamo il ricatto permanente di affitti che non tengono conto delle condizioni reali e salariali, della discontinuità di reddito e della mancanza di tutele universali che caratterizzano il mercato del lavoro al tempo del Jobs Act. Siamo definiti “soggetti non bancabili”, ovvero impossibilitati ad accedere al credito ordinario in quanto privi di risorse economiche e di garanzie proprieLe nostre frammentate biografie lavorative non ci permettono l’accesso a prestiti e mutui con le banche. L’insicurezza sociale caratterizza la nostra esistenza.

Il progetto di Alexis parla a tutti quei soggetti che come noi sono in bilico quotidianamente tra disoccupazione e lavoro gratuito o sottopagato, ai precari e ai lavoratori autonomi impoveriti.

“Recuperiamo Alexis” rappresenta un’alternativa per riconquistare un welfare universale che garantisca per tutte e tutti il diritto all’abitare, la sanità, l’istruzione e l’accesso alla cultura e ai saperi. Welfare e reddito di base che pretendiamo per liberarci dal ricatto del lavoro gratuito e della precarietà di vita.

Recuperiamo Alexis, un’utopia concreta, un progetto necessario e possibile.

8 7Il progetto.

L’ipotesi di ristrutturazione dell’edificio Alexis Occupato prevede la realizzazione di un sistema residenziale di 550 metri quadri, integrato da uno spazio di servizio destinato ad attività sociali di 250 metri quadri. L’ipotesi rispetta la configurazione tipologica – formale esistente, integrando le nuove dieci unità residenziali ad uno spazio destinato alle attività “comuni” che potranno venir ospitate senza che queste due funzioni creino tra loro interferenze. Data la caratteristica tipologica dell’immobile, pressoché unico sopravvissuto quale testimonianza di quell’architettura minore che ha segnato l’essere la via Ostiense uno dei principali luoghidel lavoro del ‘900 romano, l’ipotesi progettuale prende la forma del “risanamento conservativo.

6Data l’altezza dei vani al piano terreno sarà possibile recuperare gli spazi da destinare alla residenza su due livelli, attraverso la proposizione di due tipi edilizi. 

La proposta tipologica, considera l’attuale “composizione” socialedegli occupanti, studenti e precari monofamiliari, ed ipotizza uno spazio abitativo individuale “misurato”, comunque, per ospitare nel futuro ulteriori presenze. Ogni unità ha una superficie compresa tra i 45 e i 60 metri quadrati. 9

Gli appartamenti sono di due tipi: uno ubicato al piano terreno organizzato su due livelli: al piano inferiore living, angolo cottura e bagno; al piano superiore zona letto e ripostiglio. L’altro, al piano superiore, presenta le medesime caratteristiche, organizzate su di un unico livello. Il corpo scala posizionato in zona mediana permette l’accesso al ballatoio degli alloggi e ad una zona terrazzata comune. Tutti gli alloggi risultano illuminati in modo diretto, essendo l’immobile, posizionato nel tessuto esistente in modo d’assicurare il rispetto delle “distanze” di cui a DM 1944/1968. In fase esecutiva verranno resi accessibili, come previsto dalla normativa, attraverso delle barriere architettoniche.

Questo il taglio delle diverse unità:

alloggio n.1 Metri quadrati 50,00
alloggio n.2 Metri quadrati 50,00
alloggio n.3 Metri quadrati 50,00
alloggio n.4 Metri quadrati 60,00
alloggio n.5 Metri quadrati 46,00
alloggio n.6 Metri quadrati 45,00
alloggio n.7 Metri quadrati 38,00
alloggio n.8 Metri quadrati 35,00
alloggio n.9 Metri quadrati 58,00
alloggio n.10 Metri quadrati 57,00

La parte destinata al sociale di 250 metri quadri potrà vedere la realizzazione di spazi di servizio agli studenti della vicina Università RM3, quali la libreria indipendente “Piuma di mare”(attiva da due anni dentro Alexis), una piccola mensa o un’aula studio, una caffetteria o aula di riunioni, piccoli convegni così come verrà definito in un successivo momento.

Il costo del intervento

In prima approssimazione vengono ipotizzati i seguenti costi: per gli spazi sociali euro 180.000; per gli spazi residenziali euro 660.00. Al totale di 840.000 sono da aggiungere 240.000 euro per la bonifica degli ambienti ed il consolidamento strutturale dell’edificio e 80 mila euro di spese tecniche. La cifra indicata per il consolidamento che potrebbe ridursi notevolmente a seguito di ulteriori e necessarie indagini viene in questa fase assunta in maniera prudenziale. Complessivamente l’intervento di restauro conservativo viene, in questa fase preliminare, stimato in euro 1.160.000 (un milione e centosessantamila).

Tabella delle incidenze parametriche di costo

1.Bonifica generale 1,5%
2.Opere di consolidamento statico 14%
3.Demolizioni 9%
4. Nuovi solai e nuove strutture 11%
5.Murature, tavolati e intonaci 12%
6.Sottofondi impermeabilizzazioni 6%
7.Pavimenti e rivestimenti 7%
8.Nuovo corpo scala 1,8%
9.Opere di rifacimento facciata 9%
10.Opere di fabbro 3,2%
11.Opere in pietra varie 2%
12.Assistenza muraria 4%
13. Impianto idrosanitario e riscaldamento 12%
14.Impianto elettrico 4%
15. Rifacimento strada “interna” 3,5%

Come realizzarlo

L’intervento si inserisce nel programma di recupero degli immobili dismessi promosso dall’Amministrazione Comunale finanziato dalla Regione Lazio con l’apposita legge (numero 55/1998) riferita ad immobili adatti ad interventi di Autorecupero. Il principio si basa sulla ristrutturazione di immobili fatiscenti, la loro suddivisione interna in unità residenziali che saranno ristrutturate dagli assegnatari. Sono oltre 200 gli alloggi che sono stati realizzati con questa procedura. Gli attuali nuclei, censiti all’interno dello spazio occupato “Alexis”, sono nelle condizioni di attuare un progetto di auto-recupero che sulla base di un progetto preliminare (di cui la presente elaborazione rappresenta un primo studio) teso ad ipotizzare soluzioni distributive appropriate integrate da uno spazio “pubblico” destinato al quartiere, possa ricevere i finanziamenti previsti dalla delibera regionale (n.18 del 2014) destinata alla soluzione dell’emergenza abitativa.

Queste le caratteristiche delle opere generali:

Rilievi generali con contestuale analisi di deformazioni strutturali;
Bonifica generale;
Opere di consolidamento statico delle murature (in fondazione ed in elevazione):
Demolizione del tetto esistente del corpo di sinistra e rifacimento della copertura a terrazzo;
Revisione e rifacimento tetti nelle loro parti ammalorate;
Demolizioni delle partizioni interne e della scala esistente con puntellatura;
Demolizioni di sanitari, soppalchi, contro-soffitti e rivestimenti;
Rimozione pavimenti e creazione nuovi massetti;
Taglio a forza di muratura per apertura vani e creazione di nuove finestre ;
Rinforzo dei solai esistenti mediante la realizzazione di una nuova struttura portante in travi di ferro;
Creazione di un nuovo solaio nel copro di destra del fabbricato mediante la realizzazione di una nuova struttura portante in travi di ferro;
Creazione di un nuovo copro scala, di un sistema di accessi del tipo a ballatoio con elemento di collegamento “aereo” con il nuovo spazio terrazzo mediante la realizzazione di una nuova struttura portante in travi di ferro;
Creazione nuova distribuzione delle nuove unità con elementi (pareti) di divisione:
Realizzazione di nuovi bagni;
Realizzazione di nuove soglie;
Sabbiatura della facciata con ripristino degli elementi con ripristino degli elementi decorativi esistenti;
Realizzazione di nuovi intonaci, opere di pittura, pavimenti, serramenti in terni ed esterni in alluminio.
Impianto idrico;
Impianto elettrico;
Impianto di adduzione gas;
Verifica e adeguamento impianto fognario;
Impianto di riscaldamento centralizzato con contabilizzatori di calore per ogni unità
Sistemazione ed impermeabilizzazione e nuova pavimentazione in lastrame di pietrame per la “strada interna” ai due corpi;
Tempo stimato per la realizzazione: mesi 11.

Di seguito il pdf sfogliabile del progetto

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