Run Run Run: #Io Me ne Occupo, nessun* deve rimanere indietro!

iomeneoccupoOggi per i cani e i gatti del canile comunale Muratella, è stata una giornata difficile. Forse anche più di ieri. Non possiamo iniziare in altro modo questo nostro report.
A chi sta già scaldando la lingua per pronunciare la solita litania “strumentalizzate le situazioni”, rispondiamo che davvero ci siamo stancati di questo gioco che offende l’intelligenza di oltre 50 persone e di tutta quella parte di città che ci segue da mesi.
Sedetevi perchè c’è da perdere i sensi.
Stamattina alle 7 eravamo in canile per un incontro con il Capo Dipartimento Ambiente, Dott. Pelusi e il Presidente Commissione Ambiente, Daniele Diaco. Incontro di cui parleremo dopo. Durante la mattinata arriva nella struttura un gruppo di persone che si qualifica come Ispettorato del Lavoro. Vengono verso di noi e ci spiegano che devono raccogliere testimonianze su questi 8 mesi che ci hanno visto portare avanti il canile, attraverso l’autogestione, mentre l’amministrazione di Roma Capitale (per par condicio citiamo le due giunte che si sono alternate in quel periodo: Tronca, Raggi) dormiva ad occhi aperti o sognava ad occhi chiusi abbandonando la struttura giorno dopo giorno e parandosi dietro al fatto che eravamo (secondo loro) occupanti. Abbiamo già spiegato questo aspetto. La domanda è sempre quella: perché non siamo stati sgomberati come previsto in situazioni come queste? Bene, proseguiamo.
L’ispettorato del Lavoro comincia a convocarci uno dopo l’altro per raccogliere le nostre dichiarazioni. Improvvisamente dalle finestre vediamo crearsi di fronte a noi una scena madre, degna di “Pierino medico della Saub” e figlia dell’Italia più triste che spesso vediamo nei tg.
Alcuni lavoratori del Rifugio Agro Aversano cominciano ad allontanarsi in gruppo o singolarmente dall’ area gabbie, dirigendosi verso un luogo ipotetico e immaginario, con evidenti segnali di disagio e difficoltà relativi ad una situazione per noi, non chiara fino a in quel momento.
Poi improvvisamente tutte e tutti capiamo: si stanno allontanando in quel modo perché nel canile è presente l’Ispettorato del Lavoro. Infatti notiamo lavoratori (in divisa) all’esterno della struttura, in attesa al chiosco dei panini su Via della Magliana. Altri chiusi in macchina, sempre fuori dal canile. Persone che utilizzavano i passaggi laterali. Percorsi alternativi, sfruttando anche il parcheggio coperto. Stavano scappando. Affinché l’Ispettorato del Lavoro non potesse vederli. Tutto questo non in un tempo immaginario, ma durante quello che doveva essere l’orario di lavoro. Lasciando soli i cani. E questo non lo accettiamo. Non lo accettiamo e ci fa schifo. Schifo come il fatto che di onesto, trasparente e legale non c’è nulla in quello che è successo oggi 18 Gennaio, in una struttura pubblica di proprietà del comune di Roma, al cui interno erano presenti rappresentanti dell’amministrazione, tecnici e politici. Mentre raccontavamo ai dipendenti dell’Ispettorato del Lavoro quello che abbiamo fatto in 8 mesi, vedere queste squallide scene da caporalato che trasudano ignoranza e inciviltà, ci ha dato l’ulteriore conferma che siamo e saremo nel giusto.
Dalla parte giusta, sempre. Indipendentemente da come finirà questa lunga storia. Per certi versi anche d’amore.
Non sappiamo quali saranno gli esiti di ciò che è accaduto stamattina ma una cosa è certa: siamo anni luce distanti, a livello di dignità e coerenza, da tutti i soggetti che hanno reso possibile una cosa del genere. Zavattini avrebbe gioito per tanto neorealismo contemporaneo.
Ma non è finita qui. Purtroppo. Oggi un cane è morto. Attenzione. Chiariamo subito un punto fondamentale proprio perchè non “siamo mandati da nessuno” e perchè noi, seppur non avendolo mai usato come mantra, siamo sempre stati trasparenti e così faremo anche adesso. Il cane è deceduto causa torsione dello stomaco. Una patologia che putroppo, può colpire diversi cani. Il problema è che se quel cane fosse stato visto prima e portato immediatamente in ambulatorio, domani sarebbe ancora una delle tante sfortunate in gabbia. Invece è stata solo sfortunata. Lupa.
Ma qui la buona o cattiva sorte c’entrano poco. Il problema è quello che abbiamo sempre detto per 9 mesi e continuiamo a dire: questo bando non tiene conto del benessere animale perchè riduce drasticamente il numero dei lavoratori all’interno della struttura, di conseguenza la possibilità di seguire con piena attenzione gli animali, cessa di esistere. Il servizio viene erogato dai lavoratori. Non da presenze mistiche mandate dal dio Thor. Sono donne e uomini che hanno scelto questo lavoro e hanno la professionalità, l’esperienza e la capacità per farlo.
Chiudiamo brevemente con il Punto di Primo Soccorso gatti. Lavoro gratuito. Fine.
Torniamo all’incontro di stamattina. Ci è stata data la conferma del tavolo politico-tecnico di domani (oggi 19 Gennaio 2017).
Noi contiamo sul fatto che si possa mettere un punto . Ripartire dalla possibilità di avere un piano chiaro per il futuro dei canili. Con uno scopo preciso e degli obiettivi da raggiungere in un tempo assolutamente e necessariamente breve. Gli animali non possono più aspettare e noi non abbiamo intenzione di cedere, sopratutto dopo quello che è successo oggi.
Siamo stanchi, tristi, amareggiati, arrabbiati, delusi, a pezzi, ognuno con le sue difficoltà quotidiane e personali. Si, è vero. Ma non abbiamo mai detto che sarebbe stato facile.
«Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre»
Muhammad Alì

Nessun* deve rimanere indietro.

Ex Lavorat* Canile Muratella

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