Martedì 23 Gennaio – Giù le mani dagli spazi delle donne!

23Sono quasi 16 anni che animiamo la vita del nostro spazio sociale, sottraendo all’abbandono e al degrado un’area come quella dell’ex cinodromo della capitale e riempiendola di attività politiche, sociali e culturali in rete con le tantissime altre realtà occupate che regalano ancora a chi vive questa città vie di fuga possibili e alternative alla mercificazione, alla frustrazione e alla solitudine in cui ci vorrebbero chiudere.

In questi ultimi anni, in risposta all’attacco agli spazi sociali e occupati, ai servizi pubblici e locali lanciato in nome della retorica del debito, del decoro e della legalità, abbiamo animato insieme a tante/i altre/i compagne e compagni percorsi come quello di Roma Comune e Decide Roma. Organizzando iniziative pubbliche, mobilitazioni ma anche tavoli di confronto con l’amministrazione, abbiamo condiviso un altro modello di città possibile: quella dell’inclusione, del diritto ad una città sostenibile, ad un welfare dal basso e accessibile, non solo all’interno dei nostri spazi.

La nostra lotta, quindi, si è intrecciata con quella di tante e tanti altri. E abbiamo imparato a conoscere la potenza di esperienze come quelle delle Case delle Donne e dei Centri Antiviolenza autogestiti che hanno avuto e hanno tutt’ora un ruolo fondamentale nella lotta contro la violenza maschile contro le donne e di genere, sostenendo i durissimi percorsi di fuoriuscita dalla violenza come nessuna istituzione preposta in questo paese è mai stata in grado di fare. E lo fanno auto-sostenendosi e utilizzando spazi sottratti all’abbandono.

Ma, come sempre, siamo di fronte ad un’amministrazione che avvitandosi su una presunta legalità minaccia procedimenti di sgombero e di richiesta di risorse economiche esose e irricevibili, come per la Casa Internazionale delle Donne,  Il Centrodonna L.I.S.A., il Centro donne DALIA, lo spazio delle Cagne Sciolte ecc. gettando le basi di un modello di città sempre più indifferente alle esigenze reali delle persone e che, volto unicamente a soddisfare regole concorrenziali e di profitto, utilizza la trappola del debito pubblico come attenuante per comprimere diritti sociali e civili.

Perché la verità è che noi non siamo in debito, siamo in credito verso le istituzioni. Le stesse istituzioni che si sottraggono dalla responsabilità di dare risposte chiare e dignitose a chi in questa città lotta per uscire da una dinamica di violenza in famiglia e/o nei posti di lavoro.  Ci vogliono scelte, strappi e proposte concrete per contrapporsi ai vincoli finanziari dettati dalle politiche liberiste e per dare una risposta ai bisogni delle donne di questa città, e noi sappiamo bene da che parte stare.

Saremo in piazza del Campidoglio il 23 gennaio dalle ore 16 a fianco della Casa delle Donne Lucha y Siesta e di tutte le altre realtà sotto sgombero.

Giù le mani dagli spazi delle donne! Giù le mani da tutti gli spazi sociali!

Mai un passo indietro contro fascismo razzismo e sessismo.

Loa Acrobax Project

Di seguito il comunicato sulla giornata di NonUnaDiMeno:

Roma da troppo tempo ormai vive nel pericolo di perdere luoghi essenziali di autonomia, solidarietà e cultura nella città. In particolare è in atto un chiaro e feroce attacco ai luoghi del femminismo, frutto di battaglie storiche e più recenti.

Questi luoghi – la Casa Internazionale delle Donne, la Casa delle donne Lucha y Siesta, Il Centrodonna L.I.S.A., il Centro donne D.A.L.I.A, lo spazio delle Cagne Sciolte…- hanno consentito a moltissime donne di uscire dalla spirale della violenza e reso possibile la costruzione di percorsi di autonomia e liberazione. Oggi questi spazi, ed altri ancora, sono minacciati da procedimenti di chiusura o di richiesta di risorse economiche esose, conseguenza di un sistema economico e politico che tenta di monetizzare e mettere a profitto ogni aspetto dell’esistente.

E oggi, dopo la Casa Internazionale delle Donne, anche la casa delle donne Lucha y Siesta rischia la chiusura.
Le donne di Roma rischiano di perdere non solo dei luoghi fisici in cui incontrarsi, ma ciò che sono diventati nel tempo: dei punti di riferimento irrinunciabili in città, spazi di condivisione, autotutela e autodeterminazione conquistati con la lotta, nati per modificare un contesto sociale e culturale che era e resta pesantemente segnato dalla violenza maschile sulle donne.
Le sorti della Casa delle Donne Lucha y Siesta vengono legate a quelle di Atac, proprietaria dello stabile, che ne minaccia il futuro. Il piano di risanamento di Atac non devono pagarlo le donne: Lucha y Siesta va salvaguardata e stralciata dalla lista dei beni immobili da svendere, subito!

E’ questa una idea di legalità che non corrisponde ai diritti, ai bisogni e a desideri di vite migliori che una democrazia matura dovrebbe invece garantire. A fronte di questa emergenza per le donne e per tutta la città, la proverbiale trasparenza della Giunta Raggi si fa vera e propria invisibilità: la sindaca scompare, le assessore si smaterializzano, le richieste restano senza risposta, i problemi senza soluzione…

Facciamo vivere i nostri desideri e i nostri bisogni dandogli corpo e dignità, attraversando e ridisegnando la città, riappropriandoci di spazi abbandonati, sostituendo al calcolo finanziario l’inestimabile ricchezza delle relazioni e dei saperi differenti che produciamo quotidianamente.

Da qui non ce ne andiamo. La città femminista non si sgombera!
Martedi 23 gennaio ore 16
Tutte e tutti a Piazza del Campidoglio

Evento Fb

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