Il Giovedì delle #CattiveVignette #Tappabuchi #Bonus500Euro

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Ai link di seguito trovate le puntate precedenti 1 –  2

Un altro giovedì, un’altra #cattivavignetta, un’altra bomba delle Cattive Maestre che non fa cadaveri e spera di creare scompiglio e indignazione!

La “Buona Sòla” continua a imporre tagli alla istruzione pubblica, così spessissimo i Prof di Sostegno si ritrovano costretti, da un ordine del giorno tanto frettoloso quanto lapidario, ad essere utilizzati come supplenti visto che i tagli al personale non permettono di pagare ore eccedenti ad altri docenti, né di chiamare supplenti aggiuntivi.
L’insegnante di Sostegno gioca un ruolo determinante nel processo d’inclusione della persona con disabilità nel contesto classe. È fondamentale non solo per il supporto didattico che offre ai suoi alunni, ma soprattutto per la faticosa ricerca di strategie inclusive che mette in atto per tutta la classe. Di certo non può e non deve essere inteso come una figura utilizzata all’occorrenza, per scopi assistenzialisti o, peggio ancora, per tappare buchi!
La battaglia culturale affinché ogni diversità nella scuola pubblica fosse riconosciuta, e avvertita come ricchezza, pensavamo fosse stata vinta decenni fa. Invece ci ritroviamo una legge che ignora le difficoltà dei ragazzi e delle ragazze in classe, considera la scuola un supermercato in cui, se mancano dei prodotti sullo scaffale, si rimpiazzano frettolosamente con altri: non importa la qualità, ma solo la quantità e, soprattutto, importa che lo scaffale appaia pieno di cose da comprare!
Le Cattive maestre oggi sono tutt* quelle e quegli insegnanti di sostegno che si rifiutano di essere sbattuti qua e là in giro per la scuola, che non intendono interrompere ogni santo giorno il lavoro e la didattica che portano avanti nelle classi in cui sono titolari, abbandonando così un percorso che inizia il primo giorno di scuola e finisce al diploma.

25n1Che cos’è la formazione per i docenti secondo Renzi?
La Buona Scuola introduce un Bonus Formazione di 500 Euro annui per ogni docente di ruolo. I docenti potranno spendere il Bonus per l’iscrizione a corsi di formazione attivati da enti convenzionati, per comprare dispositivi tecnologici utili alla professione, per comprare libri, per iniziative culturali di vario genere.La formazione per Renzi è dunque qualcosa che si compra, come le mele al mercato, con un bonus annuo di 500 euro (poco più di 40 al mese), riservato esclusivamente ai docenti di ruolo.Il Ministero continua così a destinare investimenti esigui alla formazione, delega a enti privati convenzionati che offrono corsi di dubbia qualità e lascia all’iniziativa dei docenti di ruolo l’acquisto di strumenti informatici per la didattica. In poche parole costruisce la figura del docente “imprenditore di se stesso”.

Che cos’è la formazione per le Cattive Maestre?
Noi pensiamo che la formazione non possa essere lasciata al caso né alle scelte dei singoli, ma che insieme alla didattica, sia parte integrante del lavoro del docente, dunque, debba essere ben strutturata, gratuita e accessibile a tutt*.Tutt*, a partire proprio dai precari, hanno il diritto ad accedere a percorsi formativi di qualità.La formazione è faccenda assai complessa, non parliamo di merce che troviamo sugli scaffali di un negozio qualsiasi. È la lettura individuale di un libro o un ragionamento collettivo intorno ad un problema?La formazione non si compra così, già bella e impacchettata da un’industria del sapere, ma è costruita con la cooperazione tra gli insegnanti e serve a potenziare sistematicamente la possibilità di condividere saperi, materiali, ed esperienze. L’individuazione dei nostri bisogni formativi deve essere affidata agli organi collegiali, che devono far emergere le carenze e progettare percorsi di formazione adeguati. E’ questa per noi l’unica strada per rispondere alle reali esigenze formative dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola.Il bonus di 500 Euro è una misura selettiva e caritatevole. Si adeguino gli stipendi agli standard europei e si finanzi davvero la formazione nelle scuole!

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