Dal Diritto alla Città alla Città dei Diritti

piscinaRiportiamo il comunicato scritto a seguito dell’occupazione simbolica di oggi di una delle tante piscine a Roma costruite per i mondiali di nuoto del 2009 e lasciate abbandonate. Nello specifico questa piscina che si trova nel nostro quadrante della città è costata 16 milioni di euro e utilizzata per soli 15 giorni. Ecco dove finiscono i soldi della spesa pubblica? Qua potete trovare un dossier scritto nel 2009 a ridosso delle olimpiadi di nuoto. Anche per questo saremo in piazza il 19 Marzo #RomaNonSiVende e nemmeno le nostre vite!

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Oggi RomaNonSiVende, occupa simbolicamente una delle tante piscine realizzate per i mondiali di nuoto del 2009 nella zona di San  Paolo, costate milioni di euro e lasciate all’incuria e al degrado.
Un’iniziativa alla vigilia del corteo che si svolgerà sabato 19 Marzo contro il Documento Unico di Programmazione ratificato dal Commissario Tronca. Un documento che detta le linee di vendita di servizi e patrimonio pubblico della città di Roma, che mette sul mercato buona parte della ricchezza della capitale, che chiude importanti realtà associative, sgombera spazi sociali e abitativi che rappresentano il tessuto vivo, mutuale e sociale delle periferie (e non) della nostra città.

Scegliamo di occupare oggi questo spazio perché emblema del progetto politico in atto su Roma. Mentre tagli sempre più feroci alla spesa pubblica insistono nella sfera del sociale e del welfare, pericolosi tentacoli della logica delle grandi opere e dei grandi eventi si insinuano in ogni angolo della metropoli e della società. In questo senso, la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 rappresenta bene l’intreccio tra la continua produzione di nuovi spazi urbani e la sua perpetua distruzione e appropriazione da parte d’interessi privati. Un’erogazione ininterrotta di rendita e profitti ai soliti speculatori dei poteri finanziari che come dimostrato dall’EXPO a Milano – ben noto al commissario Tronca – comporterà un ulteriore aumento del debito pubblico.

Un ricatto quotidiano scaricato sulla collettività e costruito sotto l’auge della speculazione sulle concessioni immobiliari, della politica delle esternalizzazioni e precarizzazioni dei servizi pubblici, della politica di accordo con buona parte delle istituzioni cittadine che agevolano corsie preferenziali verso un orientamento efficace della capacità produttiva e di consumo della metropoli e dei suoi cittadini.

Oggi prendiamo questo simbolo ma avremo, purtroppo, potuto prenderne altre decine in tutta la città, per dire che esiste una possibilità fatta di partecipazione dal basso della gestione dei nostri territori e delle nostre vite, di connessioni e attivazione, di gestione diretta dei servizi e del patrimonio, di costruzioni di nuove istituzioni democratiche.

Oggi vogliamo invitare tutti e tutte al corteo di sabato, che partirà dalle 16 da piazza Vittorio e di cui saremo uno dei motori propulsivi, per contrapporci ad un’idea di città fatta di esclusione e sfruttamento. Ma anche per affermare che sarà la tappa di un percorso iniziato più di un anno fa in cui realtà differenti si stanno mettendo in connessione per costruire un processo programmatico per un nuovo modello di gestione della città. Perché il diritto alla città è la libertà di costruire, trasformare e reinventare la città in base alle esigenze di chi ne fa parte, ma anche, e soprattutto, un diritto collettivo, così come la sua lotta per raggiungerlo.

#DecideRoma

#DecideLaCittà

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