I Memorial Antonio Salerno Piccinino

La Popolare organizza in ricordo di Antonio Salerno Piccinino, morto sul lavoro il 17 gennaio 2006, una riuninone di pugilato sia a contatto leggero che a contatto pieno. Pubblichiamo di seguito un articolo uscito su Core.

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“Brindiamo alla vita”. Si avvicina il decennale della scomparsa di Antonio Salerno Piccinino, il militante del Loa Acrobax, morto in un incidente stradale mentre lavorava come corriere il 17 gennaio del 2006. Il “I° Memorial per Antò”, che si svolgerà nella giornata di domani (dalle ore 14) presso la Popolare Palestra Indipendente di via della Vasca Navale, sopraggiunge e vuole ricordare un’altra data, quella della sua nascita, il 17 dicembre del 1977: Antonio oggi avrebbe già compiuto 38 anni.

AntòLa vita di Antonio Salerno Piccinino parla da sé: la sua è una storia nata all’insegna della lotta, fin dalla sua venuta al mondo. Dopo neanche qualche giorno di vita, nell’inverno del ’77 Antonio si trasferisce con la madre nel carcere di massima sicurezza Badu ’e Carros, in provincia di Nuoro. La madre è Franca Salerno, esponente dei Nuclei Armati Proletari (NAP), arrestata insieme a Maria Vianale in piazza San Pietro in Vincoli il 1 luglio dello stesso anno. In quella sera d’estate, in cui i carabinieri freddarono l’inerme Antonio Lo Muscio, Franca portava in grembo suo figlio. «Se non ci fosse stata la gente a guardare dalle finestre sarebbe stata un’esecuzione. Ero incinta e mi picchiarono», così Franca, morta nel febbraio del 2011, raccontò in un’intervista le “modalità” del suo arresto. Antonio fino ai tre anni vive saltuariamente dietro le sbarre del carcere sardo ma dovrà aspettare i suoi sedici anni (1994) per riabbracciare sua madre. Nella Capitale si avvicina ai movimenti antagonisti fino a partecipare, nel 2002, all’occupazione dell’ex cinodromo di ponte Marconi, il Loa Acrobax. I suoi compagni da sempre lo ricordano in prima linea per il diritto all’abitare e per la lotta alla precarietà, per la dignità e il diritto al lavoro. Il destino ha voluto che sia stato proprio quest’ultimo a strapparlo alla vita.

antò viveAntonio muore in un incidente stradale, a 29 anni, sulla strada per Ostia. La sua, per legge, non è neanche una morte bianca: il suo contratto è scaduto, il suo lavoro è in nero. «Antonio è morto perché andava troppo veloce a causa dei ritmi inarrestabili e delle pressioni emotive costanti che ci vogliono disponibili, sorridenti e veloci, sempre – così viene ricordato dal comitato Nomortilavoro sorto dopo la sua scomparsa – …ma Antonio non era affatto il suo lavoro, anzi. Era un ragazzo pieno di vita e di sogni. Antonio era un ragazzo di ventinove anni consapevole dei meccanismi di sfruttamento che era costretto a subire, era un precario che lottava quotidianamente contro la precarietà del lavoro e della vita». Seppur senza troppi clamori o grandi celebrazioni, dal gennaio del 2006 Antonio Salerno Piccinino è stato sempre al centro di numerosi progetti all’interno del laboratorio di via della Vasca Navale, tra cui la realtà Antò, centro di documentazione e libreria in movimento, “un percorso di condivisione di saperi che abbia veramente un respiro aperto e non identitario e che preveda momenti continuativi di studio, ricerca e discussione autogestiti”.

AntòDopo le numerose manifestazioni pugilistiche dedicate ad un’altra grande perdita di Acrobax, Renato Biagetti, ucciso nello stesso drammatico anno, il 2006, da due giovani neofascisti sul litorale di Focene, questa volta lo sport popolare abbraccerà il nome di Antonio. Ad ospitare e organizzare l’iniziativa di domani sarà la Popolare Palestra Indipendente, sorta cinque anni fa all’interno della Polisportiva All Reds. Si inizia in tarda mattinata con la misurazione  del peso degli atleti. Alle ore 14 inizieranno le prime esibizioni di boxe light mentre nel tardo pomeriggio (dalle ore 18) si entrerà nel vivo dell’evento con il contatto pieno. Nella serata è prevista una cena a sostegno delle spese della palestra.

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