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	<title>Indipendenti</title>
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	<description>Laboratorio delle cospirazioni</description>
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		<title>Renoize 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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Al Parco Schuster per ricordare Renato Biagetti
Le scimmie combattenti per una Roma meticcia
«Daje forte Renato, spezza le lame», il grande murales su via Ostiense ci accoglie mentre arriviamo a Parco Schuster per ricordare Renato Biagetti, nel quarto anno dal suo assassinio. Siamo in più di duemila al Renoize 2010, insieme a Dario, il fratello e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/renoize2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24005" style="border: 5px solid white;" title="renoize2010" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/renoize2010-214x300.jpg" alt="renoize2010" width="214" height="300" /></a></p>
<p><em>Al Parco Schuster per ricordare Renato Biagetti</em></p>
<p><strong>Le scimmie combattenti per una Roma meticcia</strong></p>
<p>«Daje forte Renato, spezza le lame», il grande murales su via Ostiense ci accoglie mentre arriviamo a Parco Schuster per ricordare Renato Biagetti, nel quarto anno dal suo assassinio. Siamo in più di duemila al Renoize 2010, insieme a Dario, il fratello e Stefania, la mamma, che sale sul palco per aprire la serata e ci commuove dicendo: «Non bisogna indietreggiare, bisogna credere e andare vanti. Io vi guardo in faccia e vado avanti e vi amo moltissimo». Sono passati 4 anni da quella notte a Focene. Era l&#8217;ultimo week end di agosto. Renato usciva da una dance hall reggae sulla spiaggia insieme alla sua fidanzata e a un amico. Da una macchina scendono due ragazzi con le lame in mano urlando: «Ve ne dovete andare a casa vostra». Renato prende 10 coltellate e passa dalla festa alla morte all&#8217;età di ventisei anni. L&#8217;assassino ha diciannove anni. Si chiama Vittorio Emiliani. Figlio di un carabiniere della stazione di Ostia. Una celtica tatuata sul braccio. Uccide un ragazzo che neanche conosce perché nella sua testa, immigrati, rom, gay, gente di sinistra, diversi, sono tutta una razza inferiore e per cui dare un pugno o una coltellata è lo stesso. Al processo patteggia l&#8217;accusa per omicidio volontario e prende 15 anni di galera. Confermati in cassazione. «Dobbiamo continuare a credere», dice la mamma, e Renato credeva nella vita, nella musica, nella lotta per la difesa dei più deboli. Un video con le sue foto viene proiettato a fianco del palco. A mezzanotte è il momento del concerto degli Assalti Frontali, mi metto la maglietta della serata: «Renoize &#8211; combat ape». Scimmia combattente. «Quello di chiamarci scimmie era il nostro gioco mentre costruivamo la sala prove dedicata a Renato che oggi sarebbe qui con noi», mi dice Valerio di Acrobax, «nell&#8217;anno successivo all&#8217;omicidio abbiamo raccolto soldi grazie a tutti i gruppi che ci hanno aiutato, e ora siamo Combat ape &#8211; Naturally against fascism». Dal palco cantiamo « Giù le lame e Roma meticcia e lanciamo un messaggio di solidarietà ai rom, che sono l&#8217;anello più debole in tutte le società. Anche Stefania, la mamma di Renato, oggi dal suo facebook, invita a partecipare alla manifestazione di sabato a piazza Farnese alle 14.30 sotto l&#8217;ambasciata francese. Contro la politica di Sarkozy e contro il piano nomadi di Alemanno che non ha salvato la vita di Marius, morto bruciato a 3 anni nella sua baracca alla periferia di Roma. Con rabbia e con amore, ciao Renà.</p>
<p><em>di Militant A, voce di Assalti Frontali, per il Manifesto</em></p>
<p>Guarda i video:</p>
<p><strong>Ill nano e Willy Valanga</strong></p>
<br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/-j84HYqtRFg/0.jpg" alt="media" /><br />
[See post to watch Flash video]
<p><strong>Assalti Frontali &#8211; Mappe della libertà</strong></p>
<br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/w7Ts7kkViZc/0.jpg" alt="media" /><br />
[See post to watch Flash video]
<p><strong>Taxi de brousse</strong></p>
<br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/Fq21HsGBynI/0.jpg" alt="media" /><br />
[See post to watch Flash video]
<br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/1_NaTmMBCdU/0.jpg" alt="media" /><br />
[See post to watch Flash video]
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		<title>Regione Lazio. Polverini cancella il reddito minimo garantito</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 10:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Precarietà e reddito]]></category>

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		<description><![CDATA["La manovra regionale azzera il reddito minimo garantito". A lanciare l'allarme è Giulia Rodano: l'assestamento di bilancio, che comincerà domani l'iter in Commissione prima dell'approvazione definitiva entro il 7 agosto, "decurta di 17 milioni - spiega la consigliera Idv - il capitolo di spesa "Politiche per l'occupazione"". E azzera del tutto il fondo da 15 milioni di euro che avrebbe dovuto finanziare il cosiddetto "reddito di cittadinanza": la legge voluta dalla giunta Marrazzo per garantire un piccolo stipendio ai disoccupati. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><!-- inizio TITOLO -->&#8220;Via il reddito minimo<br />
il bilancio targato Polverini&#8221;</h1>
<p><!-- inizio SOMMARIO --><em><strong>L&#8217;opposizione: tagliati i fondi per disoccupati, case popolari, ambiente<br />
Nieri: &#8220;Il paradosso è che aumentano altre voci, dalla comunicazione alle fiere agricole&#8221;</strong></em><!-- fine SOMMARIO --></p>
<p><em>di CHIARA RIGHETTI</em></p>
<div>
<p><!-- inizio FOTO1 --> <img title="&quot;Via il reddito minimo  il bilancio targato Polverini&quot;" src="http://roma.repubblica.it/images/2010/07/28/113607800-ef3ecfdd-0d79-40cc-aac8-79386298f7d4.jpg" alt="&quot;Via il reddito minimo  il bilancio targato Polverini&quot;" width="300" /></div>
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// ]]&gt;</script></div>
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// ]]&gt;</script></div>
<p><!-- inizio TESTO --><br />
&#8220;La manovra regionale azzera il reddito minimo  garantito&#8221;. A lanciare l&#8217;allarme è Giulia Rodano: l&#8217;assestamento di  bilancio, che comincerà domani l&#8217;iter in Commissione prima  dell&#8217;approvazione definitiva entro il 7 agosto, &#8220;decurta di 17 milioni &#8211;  spiega la consigliera Idv &#8211; il capitolo di spesa &#8220;Politiche per  l&#8217;occupazione&#8221;". E azzera del tutto il fondo da 15 milioni di euro che  avrebbe dovuto finanziare il cosiddetto &#8220;reddito di cittadinanza&#8221;: la  legge voluta dalla giunta Marrazzo per garantire un piccolo stipendio ai  disoccupati. &#8220;Mentre la crisi si acuisce &#8211; attacca Rodano &#8211; il  centrodestra costringe il Lazio a non avvalersi di un ammortizzatore  perlomeno utile, se non indispensabile, e senza prevedere  un&#8217;alternativa&#8221;.</p>
<p>Ma nella manovra da un miliardo e 18 milioni  messa a punto dall&#8217;assessore al Bilancio Stefano Cetica &#8220;non è questo è  l&#8217;unico taglio al sociale &#8211; segnala il suo predecessore di Sel, Luigi  Nieri &#8211; C&#8217;è un&#8217;altra voce che di fatto cancella il nostro piano  decennale per la costruzione di nuove case popolari&#8221;. E i tagli,  denuncia Nieri, arrivano &#8220;mentre si stanziano quasi 3 milioni di euro  per la comunicazione, altrettanti per promuovere le fiere  agroalimentari&#8221;. Sulle case popolari, a entrare nei dettagli è l&#8217;ex  assessore Pd Mario Di Carlo: &#8220;Avevamo vincolato il 5% delle entrate del  bollo auto a finanziare alloggi di edilizia sovvenzionata. Legare quei  fondi al pagamento degli interessi dei mutui accesi per le case da  costruire è solo apparentemente la stessa cosa: basta non costruire per  ritrovarsi i soldi in cassa&#8221;. La somma così liberata, stima Di Carlo,  &#8220;si aggira sui 36 milioni all&#8217;anno: immagino che l&#8217;attuale assessore  quando se ne accorgerà farà fuoco e fiamme&#8221;.</p>
<p>Infine, denuncia il  capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli, &#8220;la stangata peggiore è quella sul  trasporto pubblico locale, che perde oltre 400 milioni di euro. Ma la  scure della Polverini si abbatte principalmente su Roma, con tagli che  rischiano di portare al blocco il trasporto nella Capitale&#8221;. Effetto  della manovra del governo? &#8220;Sì, ma altri tagli sono frutto di scelte  precise: vengono azzerati i fondi &#8211; 10 milioni di euro &#8211; per le energie  rinnovabili e la ricerca sull&#8217;idrogeno, settori considerati strategici  in tutta Europa. E Polverini elimina anche la sicurezza stradale, con il  taglio di ben 45 milioni sugli interventi di messa in sicurezza delle  strade&#8221;. Enzo Foschi, Pd, si limita a una battuta: &#8220;La stessa  maggioranza che presenta la &#8220;legge Tarzia&#8221; poi taglia di 1,5 milioni i  fondi ai consultori: così quella riforma tanto strombazzata viene  svuotata di contenuti&#8221;.             <!-- fine TESTO --></p>
<div style="display: none;"><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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// ]]&gt;</script><a href="http://oas.repubblica.it/5c/local.repubblica.it/rg/roma/interna/1429668769/Middle/default/empty.gif/58536947643076434c56414143574352" target="_top"><img src="http://oas.repubblica.it/0/default/empty.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a></div>
<p><span>(28 luglio 2010)</span></p>
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		<title>L&#8217;Aquila a Roma. Un anno dopo il G8</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[A 15 mesi dal terremoto e a 12 da quel G8 spostato in fretta e furia dalla Maddalena a l&#8217;Aquila, &#8216;epicentro del sisma del 6 aprile 2009, gli aquilani sono tornati a far sentire le proprie ragioni a Roma, manifestando per i propri diritti e per ottenere il giusto sostegno ad una vita sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/sangue-180x140.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-23985" style="border: 4px solid white;" title="sangue--180x140" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/sangue-180x140.JPG" alt="sangue--180x140" width="180" height="140" /></a>A 15 mesi dal terremoto e a 12 da quel G8 spostato in fretta e furia dalla Maddalena a l&#8217;Aquila, &#8216;epicentro del sisma del 6 aprile 2009, gli aquilani sono tornati a far sentire le proprie ragioni a Roma, manifestando per i propri diritti e per ottenere il giusto sostegno ad una vita sempre più precaria nonostante le new town e i proclami del governo sotto campagna elettorale. Pochi si sarebbero aspettati la reazione scomposta che il governo ha avuto, attraverso il braccio delle forze di polizia, caricando e manganellando e ferendo i manifestanti colpevoli solo di voler raggiungere i palazzi del potere per prendere parola. Ma questo atto di forza non ha indebolito la protesta che si è spostata nelle strade del centro della capitale guadagnandosi lo spazio che meritava. A qualche giorno di distanza, con le polemiche in corso per la gestione di piazza della polizia, ecco arrivare la stretta repressiva e il teorema secondo cui a guidare i disordini c&#8217;erano i centri sociali.</em></p>
<p><em>Sotto trovate l&#8217;evoluzione di questa vicenda, dalla convocazione della manifestazione al comunicato dei centri sociali che rivendicano il loro appoggio alle lotte de l&#8217;Aquila.</em></p>
<h3><strong>Appello de l&#8217;Aquila per una manifestazione a Roma il 7 luglio.</strong><em><br />
</em></h3>
<p>Scriviamo a tutte quelle persone, i movimenti, le associazioni, i collettivi che in questi 14 mesi di esistenza del nostro comitato e di un movimento spontaneo e dal basso che a L&#8217;Aquila prova a resistere, ci sono stati vicini e solidali, diffondendo le nostre denunce, sostenendoci, venendo qui nella nostra città a conoscere la realtà in cui viviamo.</p>
<p>Vi scriviamo perché, ancora una volta, abbiamo bisogno di tutt* voi. Il nostro territorio, tra mille difficoltà, ha saputo esprimere in questi mesi la ferrea volontà di non morire e resistere dando vita ad articolate e numerose forme di protesta e di proposta, dall&#8217;esperienza dei comitati cittadini al movimento delle carriole, dalle sperimentazioni di progettazione partecipata alle assemblee cittadine all&#8217;interno del Presidio Permanente di Piazza Duomo.</p>
<p>Questo nonostante una gestione dell&#8217;emergenza inedita in Italia che ha escluso in ogni modo la partecipazione delle persone dalla definizione del loro futuro imponendo scelte e modelli culturali che hanno ridefinito sotto i nostri occhi il territorio, favorendo lo spopolamento, la speculazione edilizia e lasciando tutti i problemi irrisolti, primo fra tutti la ricostruzione della nostra città, dei nostri borghi e di quella dei 59 comuni colpiti, mai iniziata.  In più quello che qui si è costruito lo si è fatto in stato di emergenza ma in maniera definitiva e a proprio piacimento edilizio, inibendo &#8211; anche con dosi di assistenzialismo esagerate e concentrate &#8211;  la ricostruzione sociale e culturale della comunità senza rispettare la sua autonomia e la capacità di autodeterminarsi dal basso.</p>
<p>Tra i primi abbiamo denunciato la trasformazione in atto della Protezione Civile che qui a L&#8217;Aquila, come in Campania per i rifiuti,  ha sperimentato un modus operandi fatto di grandi appalti, grandi eventi e di scarsa o nessuna trasparenza, poi resa evidente dalle inchieste in corso, e grazie alla rete messa in piedi con altre realtà italiane abbiamo organizzato le mobilitazioni contro la sua trasformazione in una Società per Azioni.</p>
<p>L&#8217;articolo 39 inserito nella manovra finanziaria che il governo si appresta ad approvare è l&#8217;ennesima &#8220;mazzata&#8221; che il &#8220;Sistema Italia&#8221; riserva al nostro territorio. Ci si chiede di tornare a pagare le tasse, i mutui, le imposte dal 1° luglio 2010 e a restituire tutti i contributi che sono stati ad oggi sospesi in tempi brevissimi ed in modalità non chiare.</p>
<p>Ad oggi è per noi semplicemente impossibile far fronte a questa richiesta. Perché nel nostro territorio ci sono 16.000 persone che hanno perso o stanno perdendo il lavoro, e di questi migliaia sono cassaintegrati; Perché nulla è stato pensato o fatto dal governo e dalle varie strutture commissariali per favorire il rilancio dell&#8217;economia se escludiamo il ridicolo contributo di 800 euro per tre mesi erogato ai commercianti e agli artigiani, insufficiente perfino per pagare i debiti con i fornitori.</p>
<p>Non stiamo chiedendo particolari privilegi ma semplici diritti. Dopo il terremoto che ha colpito l&#8217;Umbria e le Marche le popolazioni terremotate hanno restituito le imposte sospese dopo 12 anni e solo al 40%.</p>
<p>Stiamo chiedendo una legge organica che stabilisca fondi e tempi certi per affrontare la ricostruzione. La popolazione già a giugno 2009 sapeva, quando ha contestato il decreto Abruzzo, che i fondi finora stanziati erano totalmente insufficienti. Ora anche le istituzioni locali ci vengono a dire che sono esauriti i fondi anche per coprire l&#8217;emergenza che non è ancora finita (come i soldi per gli alberghi dove sono costretti ancora in migliaia di aquilani, per il contributo di autonoma sistemazione di cui l&#8217;erogazione e ferma a gennaio o per la ristrutturazione degli immobili lievemente danneggiati).</p>
<p>Vogliamo uscire dalla continua incertezza dettata dal sistema delle ordinanze e delle proroghe all&#8217;ultimo minuto, vogliamo ricostruire e crediamo che questa non possa essere una battaglia solo di questo territorio.</p>
<p>E&#8217; una lotta che ci riguarda tutti. L&#8217;aquila e i borghi colpiti sono di tutte le italiane e di tutti gli italiani, patrimonio collettivo del paese che non può permettersi di perderlo per abbandono o spopolamento.</p>
<p>Ci riguarda tutti perché il Modello L&#8217;Aquila è un tentativo di annullare la solidarietà, primo sintomo di un federalismo dell&#8217;egoismo che non possiamo permettere diventi prassi nel nostro paese.</p>
<p>L&#8217;Aquila non si arrende e prova a resistere. In oltre 20.000 il 16 giugno hanno attraversato le strade della città e occupato l&#8217;autostrada A 24 per due ore. La notizia è stata silenziata o censurata dai grandi media. Purtroppo siamo abituati ad una informazione che sul nostro territorio ha favorito la propaganda dando risalto alle migliaia di passerelle di politici e mondo dello spettacolo e ignorando sistematicamente le reali condizioni in cui viviamo.</p>
<p>Il 7 luglio, in occasione del voto sulla manovra, L&#8217;Aquila invaderà Roma. In questa occasione abbiamo bisogno di solidarietà vera. Quel tipo di solidarietà che non è fatta di carità e pietismo, ma di condivisione reale dei nostri problemi. Vorremmo avervi al nostro fianco tutte e tutti, con i colori nero-verdi che sono stati dati alla nostra città dopo il terremoto del 1703 (nero come il lutto, verde come la speranza di rinascita) perché il 7 luglio è il momento per urlare</p>
<p>IO STO CON L&#8217;AQUILA!</p>
<p>APPUNTAMENTO ore 10.00 Piazza Venezia &#8211; Roma</p>
<h3>Agenzie sulle cariche della mattina del 7 luglio</h3>
<p>TERREMOTO: MANIFESTANTI DELL&#8217;AQUILA TENTANO DI FORZARE BLOCCO FORZE DELL&#8217;  (Adnkronos) &#8211; I cittadini aquilani che stanno manifestando a Roma in piazza Venezia stanno tentando di superare con la forza il blocco di polizia e carabinieri che impedisce loro di accedere a via del Corso. Al momento, al grido «l&#8217;Aquila, l&#8217;Aquila» continuano a spingere, respinti dalle forze dell&#8217;ordine. I manifestanti vorrebbero raggiungere la sede della Camera e successivamente quella del Senato per protestare contro l&#8217;abbandono dell&#8217;Aquila dopo il terremoto e per chiedere soprattutto una legge organica per la ricostruzione, oltre alla protesta per il pagamento delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero ricominciare a pagare al cento per cento. (Fei/Col/Adnkronos) 07-LUG-10</p>
<p>TERREMOTO: TAFFERUGLI A MANIFESTAZIONE AQUILANI A ROMA (ANSA) &#8211; ROMA, 7 LUG &#8211; Il corteo degli aquilani diretto a Montecitorio è stato bloccato dai mezzi blindati della polizia, messi di traverso all&#8217;imbocco di via del Corso. Ci sono stati tafferugli tra una cinquantina di manifestanti e le forze dell&#8217;ordine che attuano il blocco. Una ragazza lamenta di essere stata colpita accidentalmente al volto. Al momento i cinquemila aquilani sono concentrati in piazza Venezia, esibiscono i gonfaloni dei comuni presenti e fanno sentire la propria voce scampanellando e fischiando. (ANSA).</p>
<p>TERREMOTO: MANIFESTANTI AQUILANI CHIEDONO DI SUPERARE BLOCCO  (Adnkronos) &#8211; Sale la tensione alla manifestazione dei cittadini aquilani in corso a piazza Venezia, a Roma. Al momento il sindaco dell&#8217;Aquila Massimo Cialente e il parlamentare aquilano Giovanni Lolli stanno trattando con alcuni funzionari di polizia per superare il blocco che le forze dell&#8217;ordine all&#8217;inizio di via del Corso. Nel frattempo i manifestanti premono con la forza il cordone di poliziotti per arrivare davanti alla Camera e continuare la loro protesta. «Siamo venuti fin qui per chiedere i nostri diritti e per farlo davanti al Parlamento &#8211; riferisce uno degli organizzatori del comitato aquilano 3.32- aspettiamo ancora un pò, sperando che ci facciano passare. Se ciò non dovesse accadere però siamo pronti a forzare il blocco e raggiungere piazza Montecitorio».</p>
<p>TERREMOTO: ACCORDO MANIFESTANTI E FORZE DELL&#8217;ORDINE, CORTEO AQUILANI VA VERSO LA CAMERA = Roma, 7 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Dopo una trattativa tra i manifestanti e le forze dell&#8217;ordine che impedivano loro di entrare in via del Corso per raggiungere la Camera in piazza Montecitorio, è stato rimosso il blocco e i manifestanti, quasi di corsa hanno cominciato a percorrere via del Corso al grido di «l&#8217;Aquila, l&#8217;Aquila». Al momento stanno percorrendo via del Corso con un coloratissimo corteo: su tutto spiccano i colori della città: nero e verde, due colori che per gli aquilani rappresentano lutto e speranza. Tantissimi i gonfaloni delle città del cratere, tanti gli slogan e le magliette con la scritta «Ricostruiamo l&#8217;Aquila e il suo territorio».</p>
<p>TERREMOTO: ROMA, SCONTRI TRA MANIFESTANTI AQUILANI E FORZE ORDINE, FERITO (Adnkronos) &#8211; Scontri tra i manifestanti aquilani e forze dell&#8217;ordine. Dopo che il corteo aveva superato il primo blocco delle forze di polizia, grazie a una trattativa con gli organizzatori e alcuni funzionari, i manifestanti sono stati nuovamente bloccati su via del Corso all&#8217;incrocio con via di Pietra. La tensione è salita nuovamente e ci sono stati scontri, in particolare sono state lanciate bottiglie piene di acqua e un ragazzo è stato ferito al volto ed è uscito dal corteo con il viso completamente sanguinante. Si cerca ora di far ritornare la calma, ma gli aquilani sono determinati a raggiungere piazza Montecitorio.</p>
<h3>Agenzie dei giorni successivi</h3>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>TERREMOTO: CONSAP, INGIUSTE ACCUSE A POLIZIA PER SCONTRI A ROMA</strong></span> =        Roma, 9 lug. (Adnkronos) &#8211; «Le responsabilità degli scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine avvenuti giorno 7 luglio a Roma  durante il corteo degli aquilani sono stati determinati dalle  provocazioni violente di noti elementi appartenenti all&#8217;area  antagonista romana ed abruzzese come si evince dai video della Polizia Scientifica. Come al solito prima si spara a zero contro la polizia  poi si minimizza e ci si dimentica dell&#8217;operato malpagato delle forze  dell&#8217;ordine». Lo afferma, in una nota, il sindacato di Polizia Consap.        «Ci spiace per i cittadini Aquilani pacifici che andrebbero  ascoltati e soddisfatti, ma ancora una volta, purtroppo, a causa di  elementi estranei e fomentatori che andrebbero isolati e non difesi,  gli operatori delle forze dell&#8217;ordine vengono accusati ,  ingiustamenti, di aver caricato manifestanti inermi -affermano i  segretari Provinciali Romani Incoronato e Russo- Nel quotidiano  vengono feriti operatori di polizia durante servizi di ordine  pubblico, che la polizia e le forze dell&#8217;ordine svolge con  abnegazione, ai loro uomini e donne, che per pochi euro di accessorio, ed in particolare ai colleghi dei reparti mobili va tutta la nostra  solidarietà e stima».        (Sin/Zn/Adnkronos) 09-LUG-10 13:44  NNN</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
TERREMOTO: QUESTURA ROMA, DUE DENUNCE PER MANIFESTAZIONE AQUILANI</strong></span> =       PROMOTORE MANIFESTAZIONE E APPARTENENTE A CENTRO SOCIALE        Roma, 12 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Una prima informativa predisposta  dalla Digos contenente una ricostruzione dei fatti avvenuti a Roma,  durante la manifestazione indetta dai Comitati dei terremotati della  Provincia de L&#8217;Aquila è stata consegnata all&#8217;autorità giudiziaria.  Lo precisa la Questura di Roma sottolineando che sono state segnalate  due persone: il promotore della manifestazione e un appartenente al  Csa di Roma La Strada. M.E. di 39 anni, promotore della  manifestazione, è stato segnalato per inosservanza dei provvedimenti  dell&#8217;autorità di Polizia, in quanto l&#8217;iniziativa si è svolta senza  tenere conto delle modalità concordate.        C.G. di 26 anni, noto antagonista romano appartenente al Csa La  Strada, è stato segnalato all&#8217;autorità giudiziaria per i reati di  violenza e resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza dei  provvedimenti dell&#8217;autorità di polizia. C.G., fa sapere la Questura  di Roma, «noto antagonista romano» è stato più volte denunciato in occasione di manifestazioni non autorizzate. L&#8217;ultima denuncia risale  all&#8217;ottobre scorso per i reati di violenza, resistenza a pubblico  ufficiale e altro in occasione di tafferugli tra antagonisti e forze  dell&#8217;ordine nel corso di una manifestazione contro i Cie. (segue)        (Sod/Zn/Adnkronos) 12-LUG-10 15:04  NNN</p>
<h3>Comunicato dopo le denunce.</h3>
<p><strong>SIAMO TUTTI AQUILANI: ERAVAMO IN PIAZZA E LO RIVENDICHIAMO</strong></p>
<p>Questo è il Governo delle bugie. Sono grosse bugie che la questione aquilana sia stata affrontata; che tutto va bene; che chi si lamenta è soltanto un estremista che si contrappone al governo per motivi ideologici.</p>
<p>Ma queste bugie non sono passate. Perché a sbugiardare Berlusconi è scesa in piazza tutta l’Aquila. Ieri abbiamo visto la città. I sindaci, i lavoratori, i giovani, le donne. Persone che non hanno accettato di trasformare il dolore in rassegnazione, e che chiedono giustizia.</p>
<p>Immediatamente  la questura e la destra hanno diramato il solito messaggio: i disordini sono stati provocati da alcuni giovani dei centri sociali. E adesso si sta costruendo un&#8217; indagine ad arte finalizzata a confermare questo teorema, denunciando il promotore della manifestazione e un militante della centro sociale la strada ( cs aderente ad action) e preparando altre ingiustificate incriminazioni.</p>
<p>Noi c&#8217;eravamo. Abbiamo aderito fin da subito alla chiamata che gli aquilani hanno fatto a tutte le realtà italiane. Siamo scesi in piazza perché il problema degli aquilani riguarda tutti e rimanda al deficit di democrazia dell&#8217;era Berlusconiana. Eravamo dalla parte degli Aquilani, associazioni, centri sociali, reti di solidarietà, attivandoci al loro fianco per esprimere con loro, il nostro sdegno.</p>
<p>Il 7 mattina abbiamo assistito ad un bagno di Democrazia. E di questo il Governo ha avuto paura. Davanti a un sondaggio, alle dichiarazioni di Bersani o a un corteo rituale, Berlusconi non si scompone. Davanti  alle persone arrabbiate, determinate e nel giusto, il governo è andato in tilt e ha mostrato il suo volto autoritario, giungendo ad avere un atteggiamento degno di una dittatura.</p>
<p>Ha manganellato i cittadini e gli istituzionali aquilani che chiedevano di manifestare liberamente. Denunciando le dichiarazioni della questura di roma, come bieco tentativo di distrarre l&#8217;opinione pubblica dalle vere responsabilità, diffidiamo la magistratura a non indagare altri che non siano berlusconi, bertolaso e i soliti speculatori.</p>
<p>Quello di ieri è un modello. Occorre invadere il centro di Roma, chiedere giustizia. E chiunque, da ogni parte d&#8217;Italia intenda farlo per rivendicare diritti e dignità ci troverà al suo fianco.</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 1371px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<pre>TERREMOTO: MANIFESTANTI DELL'AQUILA TENTANO DI FORZARE BLOCCO FORZE DELL'
TERREMOTO: MANIFESTANTI DELL'AQUILA TENTANO DI FORZARE BLOCCO FORZE
DELL'ORDINE = Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - I cittadini aquilani che stanno
manifestando a Roma in piazza Venezia stanno tentando di superare con la
forza il blocco di polizia e carabinieri che impedisce loro di accedere a
via del Corso. Al momento, al grido «l'Aquila, l'Aquila» continuano a
spingere, respinti dalle forze dell'ordine. I manifestanti vorrebbero
raggiungere la sede della Camera e successivamente quella del Senato per
protestare contro l'abbandono dell'Aquila dopo il terremoto e per chiedere
soprattutto una legge organica per la ricostruzione, oltre alla protesta
per il pagamento delle tasse che da dicembre i cittadini dovrebbero
ricominciare a pagare al cento per cento. (Fei/Col/Adnkronos) 07-LUG-10
11:04 NNN
FINE DISPACCIO 

TERREMOTO: TAFFERUGLI A MANIFESTAZIONE AQUILANI A ROMA
CRO S0B S43 QBXB TERREMOTO: TAFFERUGLI A MANIFESTAZIONE AQUILANI A ROMA
(ANSA) - ROMA, 7 LUG - Il corteo degli aquilani diretto a Montecitorio è
stato bloccato dai mezzi blindati della polizia, messi di traverso
all'imbocco di via del Corso. Ci sono stati tafferugli tra una cinquantina
di manifestanti e le forze dell'ordine che attuano il blocco. Una ragazza
lamenta di essere stata colpita accidentalmente al volto. Al momento i
cinquemila aquilani sono concentrati in piazza Venezia, esibiscono i
gonfaloni dei comuni presenti e fanno sentire la propria voce
scampanellando e fischiando. (ANSA). Y12-AB/SAF 07-LUG-10 11:21 NNN
FINE DISPACCIO 

TERREMOTO: MANIFESTANTI AQUILANI CHIEDONO DI SUPERARE BLOCCO
TERREMOTO: MANIFESTANTI AQUILANI CHIEDONO DI SUPERARE BLOCCO = Roma, 7
lug. - (Adnkronos) - Sale la tensione alla manifestazione dei cittadini
aquilani in corso a piazza Venezia, a Roma. Al momento il sindaco
dell'Aquila Massimo Cialente e il parlamentare aquilano Giovanni Lolli
stanno trattando con alcuni funzionari di polizia per superare il blocco
che le forze dell'ordine all'inizio di via del Corso. Nel frattempo i
manifestanti premono con la forza il cordone di poliziotti per arrivare
davanti alla Camera e continuare la loro protesta. «Siamo venuti fin qui
per chiedere i nostri diritti e per farlo davanti al Parlamento -riferisce
uno degli organizzatori del comitato aquilano 3.32- aspettiamo ancora un
pò, sperando che ci facciano passare. Se ciò non dovesse accadere però
siamo pronti a forzare il blocco e raggiungere piazza Montecitorio».
(Fei/Col/Adnkronos) 07-LUG-10 11:39 NNN
FINE DISPACCIO 

TERREMOTO: ACCORDO MANIFESTANTI E FORZE DELL'ORDINE, CORTEO AQUILANI VA V
TERREMOTO: ACCORDO MANIFESTANTI E FORZE DELL'ORDINE, CORTEO AQUILANI VA
VERSO LA CAMERA = Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - Dopo una trattativa tra i
manifestanti e le forze dell'ordine che impedivano loro di entrare in via
del Corso per raggiungere la Camera in piazza Montecitorio, è stato rimosso
il blocco e i manifestanti, quasi di corsa hanno cominciato a percorrere
via del Corso al grido di «l'Aquila, l'Aquila». Al momento stanno
percorrendo via del Corso con un coloratissimo corteo: su tutto spiccano i
colori della città: nero e verde, due colori che per gli aquilani
rappresentano lutto e speranza. Tantissimi i gonfaloni delle città del
cratere, tanti gli slogan e le magliette con la scritta «Ricostruiamo
l'Aquila e il suo territorio». (Fei/Zn/Adnkronos) 07-LUG-10 11:40 NNN
FINE DISPACCIO 

TERREMOTO: ROMA, SCONTRI TRA MANIFESTANTI AQUILANI E FORZE ORDINE, FERITO
TERREMOTO: ROMA, SCONTRI TRA MANIFESTANTI AQUILANI E FORZE ORDINE, FERITO
GIOVANE = Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - Scontri tra i manifestanti aquilani
e forze dell'ordine. Dopo che il corteo aveva superato il primo blocco
delle forze di polizia, grazie a una trattativa con gli organizzatori e
alcuni funzionari, i manifestanti sono stati nuovamente bloccati su via del
Corso all'incrocio con via di Pietra. La tensione è salita nuovamente e ci
sono stati scontri, in particolare sono state lanciate bottiglie piene di
acqua e un ragazzo è stato ferito al volto ed è uscito dal corteo con il
viso completamente sanguinante. Si cerca ora di far ritornare la calma, ma
gli aquilani sono determinati a raggiungere piazza Montecitorio.
(Fei/Col/Adnkronos) 07-LUG-10 11:40 NNN
FINE DISPACCIO</pre>
</div>
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		<title>Un tuffo nel vuoto. Dossier Mondiali Roma 2009</title>
		<link>http://www.indipendenti.eu/blog/?p=23970</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beni Comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa accade quando i territori vengono sfruttati, saccheggiati, strumentalizzati ?
Cosa accade quando si costruiscono cattedrali nel deserto promettendo ristrutturazioni e migliorie per la cittadinanza?
Cosa accade quando i promotori, i costruttori, che ne hanno tratto vantaggio, e chi dovrebbe gestire finisce sotto inchiesta per tangenti; se poi tutte queste persone, nella città di Roma, appartengono tutti ad una rete che unisce rappresentanti politici, imprenditori, malavita organizzata e settori dell’estrema destra, che cosa accade?
Molto spesso nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/04.jpg"><img class="alignleft" style="border: 6px solid white;" title="04" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/04-300x200.jpg" alt="04" width="300" height="200" /></a></em></p>
<h3>Cosa accade quando i territori vengono sfruttati.</h3>
<p><em>MONDIALI DI NUOTO ROMA 2009. CRONACA DI UNA SPECULAZIONE ANNUNCIATA. UN  PROGETTO CALATO DALL’ALTO, NESSUNA PARTECIPAZIONE DA PARTE DEI  CITTADINI. EPPURE QUALCUNO L’AVEVA DETTO. ECCO COSA SUCCEDE QUANDO I  TERRITORI SONO TERRA DI CONQUISTA E NON PROGETTO CONDIVISO.</em></p>
<p><em>Qui sotto trovate l&#8217;anteprima del pdf per sfogliare il dossier e scaricarlo. Di seguito invece trovate l&#8217;introduzione testuale del dossier. </em></p>
<p><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-506a4278-16dd-4e33-bd0b-a148ea47ac6a-tg3.html?p=6" target="_blank"><strong>Guarda il servizio del TG3 del 5/8/10</strong></a><em><br />
</em></p>
<p><embed src="http://embedit.in/MrQqVVIGw8.swf" height="370" width="400" type="application/x-shockwave-flash" allowFullScreen="true"></p>
<p><strong>Intro.</strong></p>
<p>Cosa accade quando i territori vengono sfruttati, saccheggiati, strumentalizzati ?</p>
<p>Cosa accade quando si costruiscono cattedrali nel deserto promettendo ristrutturazioni e migliorie per la cittadinanza?</p>
<p>Cosa accade quando i promotori, i costruttori, che ne hanno tratto vantaggio, e chi dovrebbe gestire finisce sotto inchiesta per tangenti; se poi tutte queste persone, nella città di Roma, appartengono tutti ad una rete che unisce rappresentanti politici, imprenditori, malavita organizzata e settori dell’estrema destra, che cosa accade?</p>
<p>Molto spesso nulla.</p>
<p>Ma , in alcuni casi, un tessuto sociale multiforme, eterogeneo ed attivo si mobilita, si informa ed informa il resto dei cittadini e delle cittadine; in poche parole si indigna e richiede i propri diritti, si riappropria del suo territorio.</p>
<p>Noi siamo donne e uomini, , precari, studenti attivisti che vivono nell’XI municipio e, nello specifico, guardano con attenzione quello che succede nella zona di Valco S.Paolo, dove più di un anno fa iniziavano i lavori di una piscina per i mondiali di nuoto, svolti a Roma a Luglio 2009.</p>
<p>Quell’opera ha trasformato la fisionomia dell’ansa del Tevere, con una vocazione naturale al verde. Ha costruito cemento su cemento. Noi, riuniti in un comitato territoriale insieme ad altre associazioni e cittadini, 2 anni fa, abbiamo impedito che lo scempio fosse ancora più grande; ci siamo mobilitati e ci siamo battuti perché in quell’area fossero costruiti anche delle aree verdi, dei giochi per bambini, che uno spazio fosse riqualificato per gli abitanti del territorio. Ma soprattutto avevamo chiesto ed ottenuto che non fosse distrutta la possibilità di costruire un possibile parco del Tevere.</p>
<p>Inoltre avevamo avuto garanzie che la piscina sarebbe stata impostata nella sua gestione per il soddisfacimento dei bisogni del territorio.</p>
<p>A distanza di 8 mesi dal mondiale dobbiamo tristemente prendere atto dello stato dei fatti.</p>
<p>Ad oggi i lavori per l’area verde non sono stati minimamente attivati e, probabilmente, non lo saranno.</p>
<p>La strada che hanno costruito è un piccolo circuito automobilistico che non ha certo l’accoglienza per le passeggiate dei cittadini, che siano piccoli o grandi.</p>
<p>Ma, soprattutto, la piscina è stata usata 20 giorni a Luglio e, da allora, è stata chiusa ed abbandonata.</p>
<p>Uno spazio vuoto, in parte incompleto, che rimane a simbolo di uno spreco di soldi pubblici, dei nostri soldi. Come in passato (ricordate Italia’90?) nuove cubature di cemento vengono costruite e i soliti noti ci si arricchiscono.</p>
<p>Quello che segue è una raccolta di documenti ed articoli di giornale che provano a raccontare una storia lunga un anno e mezzo, con un triste epilogo, di cui avevamo avuto sentore sin dall’inizio.</p>
<p>Un tempo strettissimo e striminzito in cui la giunta di centro sinistra ha deciso di fare i lavori e la giunta del centro destra li ha attivati con modalità decisamente discutibili. Quindi, tutti hanno le proprie responsabilità.</p>
<p>Ma questo piccolo dossier non serve solo a denunciare lo stato attuale ma, bensì, a rilanciare e a rivendicare!</p>
<p>Vogliamo infatti che la piscina sia completata e messa in funzione come spazio popolare e dunque ai prezzi delle piscine comunali. Ovvero che sia data la possibilità a chi vive questo territorio, chi lo attraversa quotidianamente per lavoro o per studio, di usufruire di uno spazio affinché possa vivere uno sport per tutti/e che significa avere prezzi popolari, fuori dalle logiche della speculazione e libero dai diktat dello sport per soli professionisti.</p>
<p>Inoltre vogliamo che vengano ultimati i lavori dell’area verde in carico al Comune, per garantire uno spazio di socialità e possibilità di accedere ad una area verde, a partire dai bambini.</p>
<p>Vogliamo che ci venga restituito il nostro territorio e che vengano garantiti i nostri diritti.</p>
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		<title>Irrompiamo sul bilancio. Presentiamo il conto ad Alemanno!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 11:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[15 luglio. Manifestazione in Campidoglio. (vedi le foto)
Iniziativa di lancio Fontana di Trevi:
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/MANIFESTO-15-LUGLIO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23968" style="border: 4px solid white;" title="Layout 1" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/MANIFESTO-15-LUGLIO-210x300.jpg" alt="Layout 1" width="210" height="300" /></a><strong>15 luglio. Manifestazione in Campidoglio. (<a href="http://www.eidonpress.com/shoot/show/id/35923/show_photo_id/404081">vedi le foto</a>)</strong></p>
<p><strong>Iniziativa di lancio Fontana di Trevi:</strong></p>
<p><strong><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/798kqL24D60/0.jpg" alt="media" /><br />
[See post to watch Flash video]<br />
</strong></p>
<p>Ancora una volta assistiamo ad un balletto mediatico attorno ad una manovra finanziaria che si vorrebbe far passare per una necessità da digerire in silenzio, proprio mentre colpisce inesorabilmente e nuovamente i servizi sociali ed i circuiti delle cultura indipendente e di base, penalizza il mondo del lavoro e della cooperazione, dimentica ed aggrava l’emergenza abitativa investendo sull’idea di una “città vetrina”, sulla politica dei cosiddetti grandi eventi (grandi per chi?), scommettendo ancora una volta sulla rendita immobiliare ed il consumo di suolo.</p>
<p>Anche i progetti di housing sociale che si vuole, con una tempistica furbesca, associare alla discussione sul bilancio, non solo sono, in realtà, lontani a venire, ma prevedranno case ancora troppo costose che non serviranno ad affrontare e risolvere l’emergenza profonda in cui stanno vorticosamente cadendo tutti i settori sociali colpiti dalla crisi. In un contesto nel quale l’impatto della crisi nel 2009 classifica Roma come la capitale della precarietà in Italia, dove la precarizzazione del mercato del lavoro colpisce soprattutto le giovani precarie generazioni strette tra contratti a termine, stage, lavori intermittenti e disoccupazione giovanile con i tassi più alti d’Europa.</p>
<p>Le parole spese da Alemanno sono simili a quelle usate da Berlusconi, con il termine “sacrifici” che risuona come un tetro presagio insieme ad una generica e mediatica attenzione verso le famiglie e le fasce sociali deboli. La falsità di queste argomentazioni è evidenziata non solo dalla lettura del bilancio (fatti), ma soprattutto dal susseguirsi di iniziative che investono come controparte il Comune di Roma in questi giorni: le maestre d’asilo, gli operatori sociali, i lavoratori dei canili comunali, i movimenti per il diritto all’abitare, le reti sociali per i beni comuni e per la difesa dell’ambiente, le associazioni e gli spazi sociali che producono cultura indipendente, e tanto altro, spesso oscurato dalla cappa mediatica che sindaco dopo sindaco continua sempre più ad avvolgere la nostra città. Rivendicazioni e lotte unite da un unico filo conduttore: la denuncia che gli “sprechi” vanno cercati nelle consulenze pagate  a peso d’oro, ne tanti soldi dispersi in mani amiche, nelle ruberie di una classe politica ormai in buona parte completamente asservita agli interessi privati; l’urlo collettivo di chi si rifiuta di pagare ancora una volta il prezzo salato della loro crisi.</p>
<p>Proprio il “Bilancio Lacrime e Sangue” che il primo cittadino della capitale vuole propinarci, al rovescio, può rappresentare l’occasione di unire i tanti percorsi che dal basso si articolano, costruendo lotte ed agitando le acque della metropoli che quotidianamente attraversiamo e viviamo. Insieme possiamo smontare lo stile  “piacione” che il sindaco ha utilizzato anche nella presentazione video ai cittadini  &#8211; da novello  Goebbels &#8211; , per aprire un contenzioso e una vertenza generalizzata sull’impostazione stessa della politica economica dell’amministrazione, mettendo in discussione a partire da questa, l’idea di città che ancora una volta si vuole disegnare e far passare sulle nostre teste.</p>
<p>Possiamo iniziare così a tracciare un percorso che ci porti ad uscire dal vortice della crisi, mettendo all’angolo gli interessi privati e speculativi, riconquistando al contrario una nuova sfera di diritti sociali e di cittadinanza per tutti/e.</p>
<p>La stagione delle “grandi opere” verso le Olimpiadi del 2020 sarà definita economicamente ed urbanisticamente opponendo la “necessità” di tenuta della rendita ai nostri bisogni, alle nostre lotte ed ai nostri desideri. Opponiamo noi, allora, la nostra fame di diritti, di cultura libera ed indipendente, di qualità della vita, al loro bilancio ed alla loro idea di città. Conquistiamo insieme, gettando il cuore oltre l’ostacolo, reagendo, un&#8217;altra idea di città libera dal cemento e dalle privatizzazioni, dagli sfratti  e dalle dismissioni, dai licenziamenti e dall’emergenza abitativa, dalla precarietà.</p>
<p>Incontro Pubblico per costruire la manifestazione in Campidoglio martedì 6 Luglio ore 18.00 presso Volturno occupato.</p>
<p>PRESENTIAMO IL CONTO AD ALEMANNO</p>
<p>GIOVEDI 15 LUGLIO ORE 16</p>
<p>MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO</p>
<p>Movimenti per il Diritto all’Abitare (Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, Blocchi Precari Metropolitani, Comitato Obiettivo Casa), Operatori</p>
<p>Sociali in Lotta, Lavoratori e Lavoratrici dei Canili Comunali, Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, Comitato “Riapriamo il Teatro del Lido”, Cine-teatro &#8220;Volturno Occupato&#8221;, Generazione Precaria, L.o.a. Acrobax, Collettivo l’Officina, Laboratorio Sociale la Talpa, Multivercity, Non Bruciamoci il Futuro, USB, Usi-Ait, Confederazione Cobas, Rete Romana Contro la Crisi.</p>
<p>Aderiscono: Coordinamento Provinciale Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra, Sinistra Critica</p>
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		<title>Riprova, sarai più fortunato. Ma siamo proprio liberi di scegliere?</title>
		<link>http://www.indipendenti.eu/blog/?p=23956</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 22:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Precarietà e reddito]]></category>

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		<description><![CDATA[La precarietà giovanile nel tempo della crisi
24 giugno presso la facoltà di Architettura di Roma Tre
Nelle ultime settimane siamo stati definiti Generazione NEET (ne’ studio ne’ lavoro e ne’ formazione), bamboccioni, mammoni e nullafacenti coperti dal welfare familiare attraverso un’operazione di  mistificazione dei dati pubblicati dal Rapporto annuale a cura dell’Istat e di altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/lescelte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20473" style="border: 5px solid white;" title="lescelte" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/lescelte-300x300.jpg" alt="lescelte" width="300" height="300" /></a>La precarietà giovanile nel tempo della crisi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><strong>24 giugno presso la facoltà di Architettura di Roma Tre</strong></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle ultime settimane siamo stati definiti Generazione NEET (ne’ studio ne’ lavoro e ne’ formazione), bamboccioni, mammoni e nullafacenti coperti dal welfare familiare attraverso un’operazione di  mistificazione dei dati pubblicati dal Rapporto annuale a cura dell’Istat e di altri enti di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro i nuovi stereotipi e le ridicole banalizzazioni si cela una condizione  materiale che parla di precarietà, lavoro nero e disoccupazione giovanile con i tassi più alti d’Europa : Il 30% dei giovani tra i 18 e i 25 anni è disoccupato. Il confronto con il resto dei paesi europei rileva la necessità di riflettere sul tema della redistribuzione della ricchezza, così quello delle politiche di welfare e delle forme di protezione sociale. l’Italia e la Grecia sono gli unici due paesi in Europa a non avere nessuna forma di protezione sociale e di sostegno al reddito.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando non si trova un lavoro a progetto, intermittente o occasionale ci si immerge nel grande universo degli stage, una recente ricerca dell’Isfol sottolinea che siamo diventati una “nazione di stagisti seriali” con il 19% dei giovani precari che si è ritrovato a farne almeno tre, naturalmente senza nessun rimborso spese o retribuzione. Riprova, sarai più fortunato sembra lo slogan annunciato mentre sorridendo, ci danno una pacca sulla spalla. Infatti soltanto il 2% degli stage arriva ad avere una stabilizzazione contrattuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Roma capitale della precarietà giovanile incontro-dibattito tra le realtà universitarie e le reti metropolitane per rilanciare dei percorsi comuni contro i processi di precarizzazione che invadono le nostre vite. Sono invitati a partecipare: stagisti, ricercatori precari, studenti, precari dell’abitare, liberi pensatori, attivisti, le generazioni precarie ect</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>24 giugno presso la facoltà di Architettura di Roma Tre</strong>&gt; via Aldo Manunzio n 72, ex Mattatoio Testaccio- Aula Quadrio Pirani</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle 16: proiezione del Contest di fotografia “Raccontare la crisi inizia da uno sguardo” dedicato ad Antonio Salerno Piccinino.</p>
<p style="text-align: justify;">16.30: assemblea pubblica</p>
<p style="text-align: justify;">Promuovono: Multivercity, Generazione Precaria, Loa Acrobax, Festival Indipendente di fotografia Occhirossi, Comitato contro le morti sul lavoro (Roma)</p>
<p style="text-align: justify;">Link:</p>
<p style="text-align: justify;">http://multivercity.weebly.com,</p>
<p style="text-align: justify;">Indipendenti.eu,</p>
<p style="text-align: justify;">nomortilavoro.noblogs.org,</p>
<p style="text-align: justify;">http://occhirossifestival.org/</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando i diritti volano più alti dei grattacieli</title>
		<link>http://www.indipendenti.eu/blog/?p=23937</link>
		<comments>http://www.indipendenti.eu/blog/?p=23937#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 12:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 11 giugno. Questa mattina movimenti e comitati si sono rimessi in cammino intervenendo con una colorita manifestazione ad un convegno della Festa dell&#8217;Architettura in corso al MACRO. L’ennesimo convegno, per discutere il futuro di Roma. Per dare logica e lustro alle mirabilianti uscite del Sindaco di Roma (&#8221;Basta con il tabu dei grattacieli&#8221;) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/DSCN78581.jpg"><img class="size-full wp-image-23940 alignleft" style="border: 4px solid white;" title="DSCN7858" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/DSCN78581.jpg" alt="DSCN7858" width="347" height="260" /></a>Roma, 11 giugno.</strong> Questa mattina movimenti e comitati si sono rimessi in cammino intervenendo con una colorita manifestazione ad un convegno della Festa dell&#8217;Architettura in corso al MACRO. L’ennesimo convegno, per discutere il futuro di Roma. Per dare logica e lustro alle mirabilianti uscite del Sindaco di Roma (&#8221;Basta con il tabu dei grattacieli&#8221;) e soprattutto ai suoi desideri ormai non più tanto nascosti: servire ancora una volta Roma su un piatto d’argento al gran banchetto della rendita e della speculazione; s-vendere la città e le sue risorse nel grande circo globale: la Fiera del cemento è ripartita.  Dove sono finiti i reali problemi della città e delle periferie? Come decidere come e cosa realizzare? Ma soprattutto: per chi?<br />
Per questo comitati e movimenti questa mattina si sono rimessi in cammino per dire ad architetti ed urbanisti che non si può essere complici di nuovi scempi, né nascondersi dietro dorate conferenze.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="http://coordinamento.info">coordinamento.info</a> | <a href="http://abitarenellacrisi.noblogs.org">abitarenellacrisi.noblogs.org</a></p>

<a href='http://www.indipendenti.eu/blog/?attachment_id=23940' title='DSCN7858'><img width="150" height="150" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/DSCN78581-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSCN7858" /></a>
<a href='http://www.indipendenti.eu/blog/?attachment_id=23945' title='DSCN7885'><img width="150" height="150" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/DSCN7885-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSCN7885" /></a>
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		<title>Bamboccioni: occupata sede Informagiovani</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 14:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Precarietà e reddito]]></category>

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		<description><![CDATA[Bamboccioni alla riscossa, le generazione precarie reclamano il diritto al futuro.
Informagiovani, dove sono le politiche di sostegno ai giovani precari?

Oggi le Generazioni Precarie prendono parola dopo una settimana di martellante azione mediatica imposta dal governo come corollario all’imminente approvazione della legge  finanziaria.
Siamo stati definiti Generazione NEET (ne studio ne lavoro e ne formazione), bamboccioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bamboccioni alla riscossa, le generazione precarie reclamano il diritto al futuro.</strong></p>
<p><strong>Informagiovani, dove sono le politiche di sostegno ai giovani precari?</strong></p>
<p><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/gp1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-23929" title="gp1" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/gp1-300x200.jpg" alt="gp1" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Oggi le Generazioni Precarie prendono parola dopo una settimana di martellante azione mediatica imposta dal governo come corollario all’imminente approvazione della legge  finanziaria.</p>
<p>Siamo stati definiti Generazione NEET (ne studio ne lavoro e ne formazione), bamboccioni, mammoni e nullafacenti coperti dal welfare familiare attraverso la mistificazione dei dati pubblicati dal Rapporto annuale a cura dell’Istat e di altri enti di ricerca. Dietro i freddi numeri e le cicliche statistiche c’è la nostra vita, i nostri sogni, il nostro futuro.</p>
<p>L’operazione mediatica costruita per cancellare e rovesciare la verità e per sublimarla ai fini del consenso governativo non può coprire la realtà materiale che si cela dietro ai numeri: Il 30% dei giovani tra i 18 e i 25 anni è disoccupato. Nel complesso dei senza lavoro  nella fascia fino ai 45 anni il tasso di disoccupazione arriva a sfiorare il 45%. Tra disoccupati che sono oltre 2.5 ML, i cassaintegrati  superano 1.5 ML di lavoratori, si sommano gli inattivi e  i lavoratori a nero.</p>
<p>La condizione sociale e lavorativa di questo pezzo di  paese precipita verso il baratro.</p>
<p>La crisi la stanno pagando e la continueranno a pagare invece della banche, dei grandi manager, della cricca dei costruttori e speculatori,  tutti questi soggetti  insieme ai lavoratori del pubblico impiego, gli ultimi colpiti dai provvedimenti della finanziaria. Per questo siamo qui ad occupare gli uffici di Inforomagiovani che rappresenta l’inconsistenza  di un vero sistema di welfare e di protezione sociale per i giovani, i disoccupati e i tanti precari che vivono tra un lavoro a termine ed un affitto insostenibile. Un condizione simile nel contesto europeo esiste solo in Grecia dove insieme ai salari da fame non esiste nessuna rete di welfare realmente corrispondente ai bisogni sociali delle generazioni precarie.</p>
<p>Siamo qui per lanciare la manifestazione del 5 giugno contro la crisi economica nella quale daremo vita ad una giornata della rabbia precaria.</p>
<p><strong>Appuntamento ore 14 da porta pia per confluire nel corteo convocato dai sindacati di base.</strong></p>
<p><em>Contro la crisi&gt;Casa e reddito garantito per le generazioni precarie</em></p>
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		<title>Multivercity: multiversità degli studi a Testaccio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 12:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Multivercity nasce lunedi&#8217; 17 maggio 2010 da un percorso di  rivendicazione degli spazi all&#8217;interno della facolta&#8217; di architettura  roma 3. Il padiglione 14 e&#8217; stato rifunzionalizzato dagli studenti per  sopperire a carenze di spazio, luoghi ed occasioni di confronto e  servizi a danno degli studenti.
“Se abitare vuol dire dar forma agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/logo-multivercity.jpg"><img class="size-medium wp-image-23922 alignnone" title="logo-multivercity" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/logo-multivercity-300x100.jpg" alt="logo-multivercity" width="300" height="100" /></a></p>
<p><em>Multivercity nasce lunedi&#8217; 17 maggio 2010 da un percorso di  rivendicazione degli spazi all&#8217;interno della facolta&#8217; di architettura  roma 3. Il padiglione 14 e&#8217; stato rifunzionalizzato dagli studenti per  sopperire a carenze di spazio, luoghi ed occasioni di confronto e  servizi a danno degli studenti.</em></p>
<p>“Se abitare vuol dire dar forma agli spazi e alle cose, nella misura in cui noi stessi prendiamo forma dagli spazi e dalle cose, l’ artificio che segna la prassi abitativa identificandola nel costruire, e che si incarna in architetture, in oggetti, in rappresentazioni, si fa luogo di incontro tra la dura pienezza del mondo e la sensibilità di un corpo che l’ organizza in percezioni, desideri, comportamenti elementari”.</p>
<p>Siamo qui come rete sociale, come esperienza d’incontro tra chi tutti i giorni lotta per far vivere i territori della sua città, tra chi lotta per affermare il diritto all’abitare come pratica costitutiva del vivere urbano, tra chi ogni giorno ridà vita, valorizzando e riempiendo di contenuti e socialità gli spazi abbandonati nella nostra città, liberandoli dalle logiche della speculazione e della rendita. Una rete indipendente che mette a valore le esperienze di chi ogni giorno lotta per un’architettura dal basso che attraverso la partecipazione e la consapevolezza, ipotizza trasformazioni sociali e urbane sostenibili. Come chi nell’ università lotta per non essere costretto a diventare un tecnico incompetente e ultra-specializzato, ma un abitante che possa vivere nella e della linfa della città come bene comune,  sentire e partecipare delle sue aspirazioni e necessità.</p>
<p>Siamo qui per comunicare con la città e portarla in questo luogo chiuso in se stesso, strutturato in piccole aule dedicate all’esposizione di pochi addetti ai lavori autorizzati a prendere parte ai ragionamenti, alle discussioni ed alle decisioni sulle sorti e sullo svolgimento della vita delle città.</p>
<p>Siamo qui oggi per denunciare le manovre legislative, mediatiche ed economiche che i vari governi, sia locali che nazionali, hanno messo in atto distruggendo, non solo le nostre città, ma l’idea stessa che i territori siano di chi li abita e di chi legge l’insieme delle relazioni materiali ed immateriali che in essi si sviluppano come bene comune e non come proprietà di chi governa  attraverso le regole del mercato e del profitto.</p>
<p>Vogliamo denunciare in questa giornata la figura dell’architetto e dell’urbanista servo delle speculazioni economiche,  sordo alla complessità dei bi/sogni sociali, sordo alle nostre aspirazioni e alla nostra creatività e muto perché complice dell’incomunicabilità.</p>
<p>Lavoriamo ogni giorno per  costruire una pratica dell’abitare basata sulla visione comune del territorio per costruire nella nostra alterità un modello indipendente dell’economia e delle relazioni sociali, perché non è possibile dividere il territorio da chi lo abita, e abitare un territorio non è solo disporre di una casa, ma muoversi, scambiare, produrre saperi ed avere delle garanzie sociali. Crediamo che il disastro dei nostri territori non dipenda solo dall’assenza di una legislazione adeguata, quanto piuttosto dalla progressiva trasformazione culturale che ha relegato in fondo alla scala dei valori la qualità della vita dei cittadini e ha assunto il valore di mercato quale unico metro per l’idea di città che hanno in mente questi signori.</p>
<p>Siamo qui per palesare la dicotomia tra la vitalità spontanea e autonoma dei percorsi individuali e collettivi che attraversano la città, rappresentata dalle ipotesi in parte raccontate dai progetti sociali ed urbani che stiamo presentando e la fredda rigidezza e candida lontananza dei discorsi tecnici-accademici-istituzionali che guidano la “pianificazione” urbana e sociale delle speculazioni e delle rendite.</p>
<p>“Abitare è come venire al mondo e venire al mondo è già abitare”.</p>
<p style="text-align: justify;">COSA E&#8217; MULTIVERCITY. Multivercity nasce lunedi&#8217; 17 maggio 2010 da un percorso di rivendicazione degli spazi all&#8217;interno della facolta&#8217; di architettura roma 3. Il padiglione 14 e&#8217; stato rifunzionalizzato dagli studenti per sopperire a carenze di spazio, luoghi ed occasioni di confronto e servizi a danno degli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno si e&#8217; subito iniziato a configurare lo spazio secondo i propri bisogni e le proprie esigenze. Non a caso al centro delle 3 campate dello stabile e&#8217; nato uno spazio assembleare, ma anche uno spazio studio, un cineforum, un spazio libero di esposizione artistica, fotografica e dei lavori degli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività&#8217; all&#8217;interno si sono divise in due filoni:</p>
<ul>
<li>Laboratorio Autonomo di Progettazione sociale e Autorecupero</li>
<li>Teoria e pratica dialogano in dicotomia per una riqualifica dello stabile</li>
<li>Laboratorio di Autoformazione</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sapere è potere, creare degli spazi all&#8217;interno della facolta&#8217; per affrontare tematiche che arricchiscano realmente il proprio bagaglio personale e vengano riconosciute come valore dal&#8217; Universita&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l&#8217;ampia partecipazione di studenti, la solidarietà&#8217; di ricercatori e docenti, dopo una settimana e mezza di occupazione in cui i Laboratori stavano raggiungendo i primi risultati, l&#8217;Ateneo di Roma 3 il 27 maggio regala una gratuita saldatura dei cancelli a Multivercity, accompagnata da una preventiva lettera del preside pubblicata tra gli avvisi per gli studenti sul sito della facoltà&#8217;. La lettera e&#8217; stata accolta dagli studenti con stupore e meraviglia in quanto la rifunzionalizzazione di un capannone abbandonato, ma agibile, e&#8217; stata definita &#8220;una manifestazione di arroganza, di inciviltà e di prepotenza che non può essere accettata da un’istituzione che ha il suo fondamento nei principi di uguaglianza, tolleranza e rispetto reciproco&#8221; secondo le parole di F. Cellini preside della facoltà&#8217;. La risposta degli studenti a questo atteggiamento di totale chiusura al dialogo è la convocazione di un appuntamento cittadino</p>
<p style="text-align: justify;">a Multivercity/padiglione 14 (via Aldo Manuzio 72) lunedì&#8217; 31 dalle 10 e 30 in poi per presentare i laboratori e il percorso di autoformazione che sta&#8217; nascendo all&#8217;interno dello spazio e condividere il percorso con le realtà&#8217; che operano nel quartiere di Testaccio e nella città&#8217;.<a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/FLYER_31_MAGGIO_RETRO.jpeg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/FLYER_31_MAGGIO_RETRO.jpeg"> </a><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/FLYER_31_MAGGIO_DAVANTI.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-23924" title="FLYER_31_MAGGIO_DAVANTI" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/FLYER_31_MAGGIO_DAVANTI-211x300.jpg" alt="FLYER_31_MAGGIO_DAVANTI" width="211" height="300" /></a> <img class="alignnone size-medium wp-image-23925" title="FLYER_31_MAGGIO_RETRO" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/FLYER_31_MAGGIO_RETRO-211x300.jpg" alt="FLYER_31_MAGGIO_RETRO" width="211" height="300" /></p>
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		<title>Giornata della Rabbia Precaria &#124; 5 giugno 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Precarietà e reddito]]></category>

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		<description><![CDATA[I ministeri non sono off limits!
Libertà di manifestare contro la crisi e la manovra finanziaria.

Sabato 5 giugno ore 14 Porta Pia

La pesante e iniqua manovra economica del governo arriva come un meteorite sulle nostre vite. L’enorme precarietà in cui versano milioni di uomini e di donne aumenterà ancora e getterà nel cratere della crisi fasce  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I ministeri non sono off limits!<br />
<em>Libertà di manifestare contro la crisi e la manovra finanziaria.</em></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/DSCN7838.jpg"><img title="DSCN7838" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/DSCN7838.jpg" alt="DSCN7838" width="561" height="420" /></a></strong></p>
<p><em>Sabato 5 giugno ore 14 Porta Pia</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/scatti-di-rabbia-copia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-23912" style="border: 4px solid white;" title="scatti di rabbia copia" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/scatti-di-rabbia-copia.jpg" alt="scatti di rabbia copia" width="240" height="220" /></a>La pesante e iniqua manovra economica del governo arriva come un meteorite sulle nostre vite. L’enorme precarietà in cui versano milioni di uomini e di donne aumenterà ancora e getterà nel cratere della crisi fasce  sempre più larghe della società. Non solo i disoccupati, le precarie, i pensionati al minimo, le studentesse, i migranti avranno il respiro corto, ma lavoratori e lavoratrici saranno sempre meno al sicuro di un reddito da lavoro a tempo indeterminato. La difficoltà di arrivare a fine mese, di pagare affitti e mutui, di essere puntuali con bollette e tariffe in genere sono problemi sempre più estesi.<br />
Per questo è giusto manifestare il disagio nei confronti dei responsabili diretti della situazione e contro questa manovra finanziaria che toglierà molte risorse destinate a Regioni ed Enti locali, tagliando l’erogazione dei Servizi sociali essenziali come la sanità, le politiche per la casa, i trasporti e gli asili nido, prosciugando le risorse del welfare locale e dei servizi fondamentali. Dopo aver decurtato gli stipendi dei lavoratori del privato con oltre 1.5 ML di procedure in Cassa Integrazione si arriva ora al blocco degli aumenti (che corrisponde di fatto ad una decurtazione) per i dipendenti del Pubblico Impiego, lavoratori che da anni denunciano i salari i più bassi d’Europa. E’ senz’altro la peggiore finanziaria della storia repubblicana.</p>
<p><a href="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/machettte2web.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23916" style="border: 5px solid white;" title="machettte2web" src="http://www.indipendenti.eu/blog/wp-content/uploads/machettte2web-300x107.jpg" alt="machettte2web" width="300" height="107" /></a>Le banche, i ministeri e il governo sono le sedi che stanno gestendo la crisi. Una gestione strabica, che anche con l’ultima manovra favorisce la rendita e il consumo di suolo, le imprese e gli evasori fiscali, la speculazione e il profitto. Nessuna attenzione per coloro che sopravvivono con redditi precari e intermittenti, che non hanno una casa o rischiano di perderla, che vedono il diritto alla salute e allo studio diventare sempre più inaccessibili, che subiscono il peggioramento delle condizioni ambientali.<br />
Dentro questo quadro di distruzione complessiva delle misure di welfare necessarie, c’è una generazione a “rischio di estinzione”, una generazione precaria che per avere una percezione di futuro accettabile deve subire il ricatto quotidiano di un mercato del lavoro frammentato e senza diritti. Quei diritti che oggi vengono messi in discussione anche per il lavoro dipendente classicamente inteso.<br />
Facciamo appello alla città precaria, a quella di città di sotto che non ha governi amici e che si autorganizza nei territori in difesa di una qualità della vita con al centro la casa, il reddito garantito e i diritti di cittadinanza. A quelle reti territoriali impegnate contro le nocività ambientali e urbanistiche, ai comitati di difesa dei migranti, agli studenti e alle studentesse che si battono per una scuola e un’università pubblica.<br />
Lanciamo dal 5 giugno una mobilitazione permanente contro la crisi che dia voce e protagonismo alla rabbia dei precari. Per questo lanciamo l’appuntamento a Porta Pia alle ore 14 per dare vita ad un concentramento cittadino indipendente dei precari e delle precarie nel tempo della crisi. A Porta Pia c’è il Ministero delle Infrastrutture, uno dei ministeri che gestirà milioni di euro da utilizzare nelle cosiddette “Grandi Opere” osteggiate da tante comunità territoriali, dalla Val di Susa al Ponte sullo Stretto, dal Mose di Venezia alla variante di valico sull’appennino, dagli inceneritori alle centrali nucleari. Un ministero che dovrebbe elaborare un vero “piano casa” e che invece pensa alle banche e alle imprese.<br />
Partire da qui, per attraversare la città dei ministeri, compreso quello delle Finanze, portare davanti a questi portoni la nostra rabbia e confluire nel corteo dei sindacati di base deve essere possibile. La corruzione e il malgoverno non possono essere lasciati indisturbati a confezionare provvedimenti che aumentano la nostra precarietà, le forme di controllo e di egoismo sociale, devastando l’ambiente e le città.<br />
Invitiamo tutti a  portare delle pentole per animare un caserolaso contro la crisi sotto i ministeri.</p>
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