Bimbi di Kobane: un progetto di solidarietà attiva.

KOBANE, SYRIA -  SEPTEMBER 30:  Kurdish children chant slogans and flash V signs in the besieged Kurdish city of Ain al-Arab (known as Kobane by the Kurds), September 30, 2014 in Kobane, Syria. Islamic State militants still held their positions around 2 kilometres west of Kobane inside Syria, witness said, with Kurdish positions the last line of defence between the fighters and the town. Kobane sits on a road linking north and northwestern Syria and Kurdish control of the town has prevented Islamic State fighters from consolidating their gains, although their advance has caused more than 150,000 Kurds to flee to Turkey since last week.  (Photo by Ahmet Sik/Getty Images)

KOBANE, SYRIA – SEPTEMBER 30 (Photo by Ahmet Sik/Getty Images)

Riceviamo e inoltriamo l’appello a seguire l’iniziativa sul sito http://www.bimbidikobane.com/

Kobane non è solo una città. Kobane è un simbolo di libertà e determinazione. Kobane è la speranza concreta che in un Medio Oriente stretto tra ISIS e guerra sia possibile costruire un futuro di pace, convivenza e uguaglianza.

Nel luglio 2014 i miliziani del cosiddetto Stato Islamico hanno attaccato Kobane con l’obiettivo di conquistare e sottomettere la città. Morte e distruzione hanno invaso le case, i campi e le costruzioni del Rojava, la regione autonoma del Nord della Siria dove da tre anni si sperimenta un progetto di democrazia radicale. Dopo lunghi mesi di assedio, però, le Unità di Autodifesa del Popolo femminili (YPJ) e maschili (YPG) hanno respinto l’attacco jiahdista, mettendo in fuga le truppe dell’ISIS. Il 26 gennaio 2015 Kobane è stata finalmente liberata!

L’assedio di Kobane si è lasciato dietro una scia di oltre 2.000 morti e di più di 400.000 sfollati. Di questi, oltre 250.000 sono già rientrati. Il territorio di Kobane, però, è ancora devastato.

Oggi, la nuova grande sfida è la ricostruzione della città. Dei suoi edifici, ma anche dei rapporti sociali che la animavano, di condizioni di vita dignitose e delle possibilità di avere un futuro.

A Kobane, 174 bambini hanno perso i genitori, morti in prima linea combattendo l’ISIS. La comunità locale sta già progettando la costruzione di un centro polifunzionale dove accogliere e accudire in forma collettiva questi orfani, garantendo loro un tetto, la possibilità di studiare e le cure mediche necessarie. Questo progetto, però, ha costi alti e tempi molto lunghi.

Nel frattempo, questi bambini hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi. Il sostegno a distanza è uno strumento per aiutare concretamente chi ha sofferto la guerra e la perdita dei genitori. Ed è anche un modo per esprimere una solidarietà attiva alla resistenza di Kobane e al progetto di autonomia democratica che i suoi cittadini stanno mettendo in pratica.

Il sostegno a distanza ha l’obiettivo di garantire una vita degna ai bimbi di Kobane e di dare loro la speranza di un futuro sereno, entrando nelle case come amici e costruttori di pace, per superare le barriere dell’indifferenza e gettare le basi di una nuova società solidale.

L’impegno richiesto è il versamento di 30 euro mensili per ciascun bambino.

Le associazioni promotrici – dall’Italia: UIKIonlus (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia); dal Rojava: SARA: Associazione Contro la Violenza sulle Donne; da Kobane: Associazione dei Familiari dei Martiri– si rendono garanti del progetto, favorendo i contatti diretti tra chi aiuta e chi è aiutato.

“Bimbi di Kobane” si inserisce nell’ambito dei progetti per la ricostruzione della città definiti dal Kobane Reconstruct Board (more info: www.helpkobane.com).

 

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