2006 – 2016 // Dieci iniziative dedicate ad Antonio Salerno Piccinino a dieci anni dalla sua morte sul lavoro


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Sono passati dieci anni da quando Antonio Salerno Piccinino, precario e studente dell’università Roma 3, moriva in un incidente sul lavoro, durante l’ultima consegna della sua giornata da pony express.

Una vita tutt’altro che facile quella di Antonio, che attraversò inconsapevolmente una delle fasi più complesse della storia recente del Paese: quella della repressione dei movimenti sociali degli anni ’60 e ‘70, delle leggi e delle carceri speciali, dove Antonio, figlio di militanti rivoluzionari, trascorse i primi mesi di vita. Di questa fase restano tracce non solo nei ricordi di chi ha conosciuto sua madre Franca e Antonio ancora neonato, ma anche nelle poesie e nei racconti di quanti con loro condivisero la detenzione.

Da adulto, questa volta consapevolmente, Antonio scelse quindi il campo di chi lotta per la giustizia sociale. Antonio era parte di una collettività, Acrobax, nata proprio dall’aggregazione di giovani precari, uomini e donne, che dalla riflessione sulle trasformazioni economiche e produttive degli ultimi decenni avevano dato vita a un percorso di critica alla precarizzazione del lavoro, alla negazione del diritto all’abitare, alla xenofobia e alla devastazione ambientale. Con la sua collettività Antonio aveva preso parte a campagne per un nuovo welfare e una più giusta redistribuzione della ricchezza, alle occupazioni di casa, alla lotta No Tav in Val di Susa.

Oggi, a dieci anni dalla sua scomparsa, l’Italia, come tutto il pianeta, sta attraversando una nuova fase di radicale ridefinizione dei rapporti di produzione e del modo di generare ricchezza, una trasformazione epocale che ridisegna la società e i confini stessi degli stati. Dobbiamo tutti rimettere mano ai nostri strumenti di comprensione e interpretazione della realtà, per poter immaginare un futuro più equo e giusto e costruire un mondo dove non siano gli argomenti della guerra e dello sfruttamento a dettare l’agenda.

Abbiamo quindi immaginato un percorso lungo un anno, con seminari e conferenze per raccontare e comprendere l’attualità che stiamo vivendo. Seminari nei quali prospettiva storica e attualità dialogheranno in una costante ricerca di senso per questa realtà che la crisi economica e la guerra stanno mutando sempre più vorticosamente. La precarietà, nelle sue mille sfaccettature, le forme di organizzazione dei lavoratori, le migrazioni, sono solo alcuni dei temi che intendiamo affrontare in questo ciclo di incontri che immaginiamo aperto al mondo dell’università, agli attivisti dei movimenti sociali, ai curiosi in cerca di punti di vista differenti e critici.

Prima iniziativa: Libera Carta: scriviamo i nostri diritti di freelance e ordinisti – Mercoledì 17 Febbraio ore 15, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre

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